Christine Lagarde © Getty Images

Christine Lagarde, presidente del Fondo monetario internazionale

«Il presidente del Consiglio ha definito un quadro ambizioso per riformare la legge elettorale, il mercato del lavoro, il sistema giudiziario e il settore pubblico». Buone le premesse con le quali il Fondo monetario internazionali iniziano la loro dichiarazione finale della missione annuale in Italia. Ma al di là di queste, l’istituzione guidata da Christine Lagarde nel testo deve comunque sottolineare come le prospettive di crescita per l’Italia rimangano «fragili», con una disoccupazione ancora «a livelli inaccettabili». Per il Fmi la ripresa italiana non può che passare da un «riequilibrio di bilancio volto a ridurre le aliquote fiscali e ad aumentare la spesa produttiva». Una revisione dei conti che abbia come obiettivo «risparmi maggiori» per le casse dello Stato, e che permetta di «aumentare e rendere permanenti le riduzioni sulla tassazione sul lavoro e maggiori agevolazioni per l’aiuto per la crescita economica». Si potrebbe, secondo l’Fmi «spostare le risorse dalle pensioni più elevate all’istruzione e alle politiche attive del lavoro» al fine di «rafforzare la produttività e l’occupazione giovanile e contribuire alla riduzione dell’ampio squilibrio intergenerazionale». Infine, il Paese dovrebbe mettere in campo «maggiori sforzi per ridurre l’evasione fiscale». Sforzi che genererebbero maggiori risparmio per il riequilibrio di bilancio e aumenterebbero l’equità dell’aggiustamento».