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Per due trimestre consecutivo il Pil italiano risulta in calo, questo porta l’Italia in recessione tecnica. Si tratta di un dato più o meno atteso: dopo i risultati negativi del terzo trimestre 2011 (quando si era registrato un calo del Pil pari allo 0,2%), lo stesso presidente Istat Enrico Giovannini aveva ipotizzato lo scorso dicembre una recessione tecnica per l’Italia dopo che la produzione industriale del Paese si era attestata ai minimi dal 2009. Dopo il segno meno del terzo trimestre, l’Istat a registrato un calo del Pil anche per il quarto, diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al quarto trimestre del 2010. "Il risultato congiunturale complessivo – afferma in una nota l’istituto nazionale di statistica – è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l'agricoltura, negative per l'industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti mentre è diminuito dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone. In termini tendenziali, il Pil è aumentato dell'1,6% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito ed è diminuito dell'1,0% in Giappone. Nel 2011 il Pil italiano corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,4%”.