Dilma Rousseff e Cezar Peluso © GettyImages

Il presidente brasiliano, Dilma Rousseff (sinistra), e il presidente della Corte suprema, Cezar Peluso

C’è addirittura chi, sull’onda dell’indignazione, ha chiesto di ritirare la Nazionale di calcio, ma c’è anche chi – molto più seriamente – propone di boicottare i prodotti provenienti dal Brasile. Forse non si arriverà a tanto, ma la scarcerazione del terrorista Cesare Battisti, decisa dai giudici del Supremo Tribunale federale (Stf) brasiliano, ha incrinato i buoni rapporti con l’Italia. Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ammesso che la decisione “lede i rapporti di amicizia” tra i due Paesi. Rapporti che vanno ben oltre l’amicizia: il giro d’affari tra Italia e Brasile supera i 7 miliardi di euro l’anno. In chiave d’allargamento del mercato, ma anche i vista di Mondiali di calcio e Olimpiadi (previsti per il 2014 e 2016 proprio nello stato Sudamericano) diversi gruppi stanno rafforzando le radici in Brasile; Fiat e Tim tra i più grandi, ma dietro la lista è lunga (Ferretti ha appena inaugurato uno stabilimento a San Paolo, tra i più grandi in America Latina).
Proprio alla luce di questi rapporti economici, le tensioni politiche tra i due paesi non devono mettere a rischio questi investimenti. A sottolinearlo è il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani che chiarisce all'Ansa : la decisione del tribunale brasiliano è “sconcertante”, ma la vicenda “non deve avere nulla a che fare con gli ottimi rapporti commerciali e industriali” tra i due Paesi che “restano immutati”.
Romani ricorda che con il Paese sudamericano, di cui siamo il terzo partner europeo e nono mondiale, “abbiamo raggiunto lo scorso anno 7,2 miliardi di euro di interscambio grazie anche all'attenzione del governo e delle nostre aziende”. Con le esportazioni a quota 3,9 miliardi e le importazioni che sono arrivate ad una soglia appena inferiore, pari a 3,3 miliardi. Negli ultimi tre anni, inoltre, il feeling tra l'Italia e il Paese che dà l'iniziale all'acronimo Bric (Brasile, Russia, India e Cina) si è intensificato e l'interscambio tra i due Stati è balzato quasi del 50%. Secondo i dati più aggiornati sono oltre 850 le aziende italiane che dichiarano la loro presenza in Brasile.