Expedia.it e Booking.com finiscono nel mirino dell’Antitrust. L’autorità ha deciso di monitorare, fino a luglio 2015, l’attività di queste due agenzie turistiche online, "per verificare se limitino o meno la concorrenza nei servizi di prenotazione ostacolando la possibilità per i consumatori di trovare offerte più convenienti".
Pomo della discordia, la “parity rate”: una clausola, imposta dai siti Expedia e Booking.com, che vieterebbe alle strutture alberghiere e turistiche di praticare prezzi più convenienti rispetto a quelli che risultano online. Pena la cancellazione della struttura dai sopracitati motori di ricerca. Da qui, la decisione delll’Antitrust di aprire un’istruttoria, a seguito della segnalazione di Federalberghi, del gruppo Antitrust del nucleo speciale tutela mercati della Guardia di finanza e Aica.