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Le retribuzioni crescono meno dell'inflazione. Lo dicono i dati Istat di ottobre che segnalano come a fronte di una crescita ridotta degli stipendi orari (+0,1% su settembre, +1,2% rispetto al 2014), i prezzi siano lievitati in maniera superiore (+0,2%, 0,3% annuo). Una battuta d'arresto nel mese, ma la dinamica anno su anno resta favorevole: complessivamente, infatti, da gennaio a ottobre la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

I SETTORI. La crescita è influenzata interamente dal settore privato (1,7%, fermo il pubblico). I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (4,5%); agricoltura (3,9%); energiaepetroli (3,5%). Fermi, credito e assicurazioni e tlc.

CONTRATTI. Guardando alla situazione contrattuale degli italiani, sono 4,9 milioni i lavoratori senza rinnovo, per un'attesa complessiva media di quasi cinque anni (58,3 mesi, 41 nel privato). Sono 36 le categorie coinvolte (15 della Pa per 2,9 milioni di assunti) per una quota del 38% nel totale dell'economia e del 19,9% nel settore privato.