Ottobre nel segno della fiducia: l’Istat registra il più alto clima di fiducia tra i consumatori dal 2002 a oggi. L'indice è salito dal 113 di settembre 2015 all’attuale 116,9. Più nel dettaglio, sale dal 10,7% al 12,6% la quota di coloro che credono in un leggero miglioramento del quadro familiare, e migliora anche la propensione ai consumi: se resta stabile la percentuale di possibili acquirenti di una casa, cresce il numero di persone inclini a cambiare auto così come passa dal 22,7% al 23% la percentuale di persone convinte di poter spendere "molto di più che in passato per i beni durevoli". L’unica nota negativa è in materia di risparmi: solo il 18,9% sostiene di riuscire a risparmiare qualcosa (contro il 19,5% di settembre 2015) mentre tocca il 20,4% la percentuale di consumatori costretti ad attingere ai propri risparmi (19,7%).

«L'indice relativo alla fiducia delle famiglie è di fondamentale importanza, perché individua le tendenze future dei consumatori e si ripercuote su una pluralità di settori, dai consumi al commercio. Se le famiglie hanno fiducia sul futuro, aumentano le possibilità di far ripartire finalmente il Paese», commenta in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «La strada da fare è certamente ancora lunga, e sarebbe un dramma deludere le aspettative ei consumatori e imprese, ma i dati odierni dell'Istat non possono che definirsi positivi e incoraggianti per la nostra economia».

AUMENTA ANCHE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE. Ma non sono solo i consumatori a risultare più fiduciosi: a ottobre l’Istat registra il più alto indice di fiducia delle imprese dal 2007 a oggi, segnando un buon 107,5 (contro il 106,1 di settembre). Più nel dettaglio, nel settore commerciale l’indice balza da 109,2 a 116,6, registrando il record dal 2003 a oggi. Tra l’altro migliorano i giudizi sulle vendite correnti così come le attese sulle vendite future. Contestualmente, le giacenze di magazzino vengono definite in diminuzione.

Buono anche l’indice delle aziende dei servizi di mercato, che sale da 112,2 a 113,1, e della manifattura, a quota 105,9 dopo il 104,4 di settembre. In difficoltà, invece il comparto delle costruzioni: l’indice di fiducia scende da 123,3 a 119,8, influenzato dai giudizi negativi sugli ordini e sui piani di costruzione. Le attese sull'occupazione restano invece invariate.