Expo 2015 ha contribuito a migliorare l'appeal dell'Italia, rendendola più attrattiva per gli investimenti esteri

Migliora l'attrattività dell'Italia per gli investimenti esteri. Sale da 33,2 a 47,8 punti l'indice sintetico del Censis, realizzato con l’Associazione italiana delle banche estere su un panel composto da manager di imprese multinazionali, investitori istituzionali, studilegali e stampa estera. Per il 72% degli intervistati, l'Italia è cresciuta nell'attrattività degli investimenti esteri, ma resta agli ultimi posti tra i Paesi avanzi. Al primo posto restano gli Stati Uniti con 8,15 su, ritenuti dagli investitori il Paese più affidabile nel medio-lungo periodo. Seguono il Regno Unito (7,82) e la Germania (7,77). Cina e Francia sono rispettivamente a 6,85 e 6,51, mentre l'Italia è ancora "insufficiente" a quota 72, preceduta pure da India (5,87) e Spagna (5,85). In fondo alla classifica, il Brasile (4,74) e la Russia (4,59).

PRO E CONTRO. Tra gli aspetti positivi, vengono indicati le riforme, come quella del mercato del lavoro - positivo il giudizio sul Jobs Act per la maggioranza degli intervistati - e quella del sistema elettorale (da completare), l’Expo (59%), che ha accresciuto l'appeal del nostro Paese. I problemi più evidenti restano la digitalizzazione (il 49%) e l'assenza di una strategia economica generale, oltre ovviamente alla burocrazia: per il 74% degli esperti, sarebbe il primo campo dove intervenire (per il 61,5% è il caricofiscale, al 44% i tempi della giustizia civile.