Per l’Italia è il miglior risultato di sempre. Oltre ai 187 progetti di investimento italiani (+26% rispetto al 2015), nel 2016 l’Italia ha registrato un vero e proprio record di investimenti esteri diretti (Fdi), che sono cresciuti del 62% rispetto all’anno precedente. Si tratta di 89 progetti Fdi con i quali l’Italia si colloca al 16° posto in Europa, ma davanti alle altre grandi economie di Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

Performance rilevate dall’indagine Attractiveness Survey Italy - Foreign investments back on track , realizzata da EY, dove si evidenzia che gli investimenti esteri in Italia provengono soprattutto dagli altri Paesi europei, anche se le imprese statunitensi restano i maggiori investitori (27%). La quota di investimenti cinesi nel nostro Paese è invece ancora marginale (2%), in un quadro che, nel 2016, vede le imprese cinesi più attive in Europa: 297 progetti FDI (25% in più rispetto all'anno precedente) che hanno creato 7.919 posti di lavoro. “Occorre recuperare terreno”, afferma Donato Iacovone, a.d. di EY in Italia, ricordando come il nostro paese sia solo al 16° posto in Europa per numero di Fdi. “È fondamentale per l’attrattività del nostro Paese che imprese e istituzioni puntino sulla qualità delle risorse, con nuovo modelli di education e accelerando la riconversione culturale e professionale, e sul recupero di produttività attraverso l’innovazione e la tecnologia applicate a tutti i processi produttivi: dalla produzione alla supply chain fino alla vendita. Anche la semplificazione degli adempimenti burocratici richiesti alle imprese, così come la riduzione della tassazione in termini di aliquote, favorirebbero maggiori investimenti. Agire però non basta, occorre anche a comunicare le nostre eccellenze e il processo di riforme in corso nel nostro Paese, non è sufficientemente percepito all’estero.”

- INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI IN ITALIA: L'INFOGRAFICA -