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Per rilanciare il mercato italiano dell’auto italiano servono incentivi. La buona notizia, arrivata da una recente intervista dell’agenzia Reuters al sottosegretario Antonio Catricalà, è che il governo è a conoscenza del problema e sembra si sia messo al lavoro per trovare una soluzione a un grosso ostacolo: trovare la copertura finanziaria per gli incentivi e dare una scossa alle vendite.
Una proposta è arrivata dal presidente del Centro Studi Promotor di GL events, Gian Primo Quagliano: i fondi per i finanziamenti governativi attraverso la lotta all’evasione. “La copertura – spiega – si potrebbe trovare contrastando l’evasione del bollo auto che è stimata in un miliardo di euro all’anno: una cifra più che sufficiente per finanziare un programma di incentivi alle auto ecologiche, senza considerare che le precedenti esperienze di incentivi pubblici all’acquisto di auto hanno dimostrato che il costo dell’incentivo viene già recuperato attraverso l’incremento del gettito Iva dovuto ai maggiori acquisti di auto determinati dagli incentivi.
Ma come recuperare il gettito evaso sul bollo auto? La risposta, secondo il presidente del Centro Studi Promotor, arriva dal recente decreto sulle liberalizzazioni. “Con l’articolo 31 del decreto il governo ha introdotto un efficace sistema per combattere la falsificazione dei contrassegni di assicurazione e l’evasione del premio RC auto prevedendo che a bordo di ogni veicolo vi sia un microchip con le informazioni relative al pagamento dell’assicurazione; microchip leggibile dagli autovelox, dalle apparecchiature per controllare gli accessi alle Ztl, dai dispositivi della rete autostradale e da altri rilevatori elettronici e telematici. Perché non adottare lo stesso sistema anche per il bollo auto? Il gettito dell’operazione – conclude Quagliano – sarebbe più che sufficiente per varare un programma pluriennale di sostegno all’auto a basso impatto con grandi vantaggi per l’economia, ma anche per la sicurezza della circolazione stradale e per l’ecologia”.