Palazzo Chigi, sede del Consiglio dei ministri

Almeno la metà delle risorse destinate agli incentivi sarà dedicato alle piccole e medie imprese. Scenderanno dalle attuali 100 a circa 70 le leggi che li riguardano, con un taglio di un terzo del totale. Sono le principali novità evidenziate dall’agenzia Adnkronos e contenute nel disegno di legge (ddl) incentivi che mercoledì sarà all'esame del Consiglio dei ministri. Prevista anche una semplificazione delle categorie di incentivi che saranno tre: quelli automatici (credito di imposta), quelli con bando e quelli negoziali, che saranno rivolti alle grandi imprese. Saranno semplificate anche le procedure per l'erogazione, con minori adempimenti per le imprese che chiedono l'accesso agli incentivi. Nel provvedimento sono previsti, tra i vari strumenti indicati, meccanismi automatici di agevolazione, con l'utilizzo buoni o voucher per consentire alle Pmi l'accesso diretto agli incentivi.
A partire dal 2012 al fondo unico per gli incentivi confluiranno le risorse attualmente “finalizzate al superamento degli squilibri economici e sociali che sono assegnate dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica ) per “essere destinate a interventi statali di aiuto alle imprese e di sostegno del sistema produttivo”. Dalla bozza di riforma si deduce anche che tali risorse sono destinate per “l'85% alle Regioni del Mezzogiorno e per il 15% alle Regioni del Centro-Nord”. Nel ddl è prevista anche una diversa modalità per la deduzione dell'Irap dalle imposte dei redditi, che sarà differenziata tenendo conto del costo del lavoro. L'obiettivo è quello di rimodulare la deduzione attraverso una delega al Governo, che possa avere anche effetto retroattivo, tenendo conto del costo del personale che ha concorso alla formazione della base imponibile.
Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha aggiunto che sul tavolo del Cdm arriveranno anche “alcune sorprese”. Romani non si è voluto sbilanciare sull'incontro avuto oggi con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il premier, Silvio Berlusconi, ma ha solo precisato che tra le misure che domani il governo analizzerà non ci sono interventi sulla Rc Auto.