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“Uno dei più vasti, sistematici e discorsivi fenomeni di evasione fiscale nel mondo avanzato”. Così in un articolo del quotidiano la Repubblica di venerdì 18 aprile si definisce il fenomeno dell’evasione fiscale che, secondo un’elaborazione dei dati forniti dalla Banca d’Italia e dall’Istat, viene quantificato in 100-120 miliardi di euro. In pratica un euro su quattro non arriva a destinazione.
In Italia l’evasione vale circa l’8% del Prodotti interno lordo, rispetto a un livello inferiore al 4% dei Paesi europei. Quello che si denuncia sul quotidiano del gruppo L’Espresso è che il Paese, “colpito e affondato dall’evasione, non ha mai fatto lo sforzo di misurarla e poi informarne i cittadini”.
In Gran Bretagna il governo calcola, invece, con precisione e pubblica la sua stima. La delega per la riforma fiscale appena approvata in Parlamento dovrebbe attuare questa prassi anche in Italia, ma se non arriverà prima di un anno. Per affrontare di petto il problema, la Guardia di Finanza ha chiesto alla politica interventi precisi. “Quello più delicato”, scrive la Repubblica , “è la revoca delle scelte compiute da Silvio Berlusconi più di dieci anni fa: è ora di fare (di nuovo) del falso in bilancio un reato penale, qualcosa per cui si può andare in prigione, in modo da dissuadere un’infinità di piccole frodi sull’Iva”.

IL TASSO DI EVASIONE* IN ITALIA
Ripartizione geografiche
Nord 14,8%
Centro 17,4%
Sud 7,9%
Tipologia di contribuente
Lavoratore dipendente -1,6%
Pensionato -0,8%
Autonomo e imprenditore 56,3%
Reddito da fabbricati 83,7%
Pensionato e lavoratore dipendente -7,7%
Autonomo e lavoratore dipendente pensionato 44,6%
Intera popolazione 13,5%

*Differenza tra il reddito pro capite rilevato da Bankitalia e quello dichiarato in % su quello Bankitalia
Fonte: la Repubblica del 18 aprile 2014