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La crisi non influisce sulla platea di super ricchi nel mondo, anzi: nel 2012 il numero di coloro che detengono almeno un milione di euro di liquidità è cresciuto e ammonta a 12 milioni di persone nel mondo. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla ricchezza mondiale, elaborato dalla società di consulenza Capgemini e dalla Royal Bank of Canada grazie al quale si scopre che in Italia, nonostante la crisi, i super ricchi siano sempre più ricchi: 176 mila cittadini che detengono nelle proprie mani qualcosa come 336 miliardi di dollari, cifra in crescita del 4,5% rispetto al 2011. “Individui ad alto patrimonio netto” è il termine tecnico usato nel report per riferirsi a coloro che hanno liquidità da investire – escludendo dunque residenze, oggetti da collezione e altri beni durevoli – per almeno un milione di dollari. “Niente nomi per privacy ovviamente – si afferma nel servizio andato in onda nell’edizione delle 20 del Tg La7 di mercoledì 19 giugno – la speranza è che tutti questi italiani abbiano dichiarato le loro legittime entrate e che, quindi, della loro ricchezza abbia beneficiato anche la collettività sotto forma di imposte.
Paragondando questi dati con quelli Irpef emerge, però, una discrepanza: secondo le ultime dichiarazioni di imposta sul reddito delle persone fisiche sarebbero 28 mila le persone che nel nostro Paese dichiarano un reddito maggiore di 300 mila euro l’anno e quindi all’appello, calcola il Tg La7 , “mancherebbero circa 148 mila paperoni”.

A livello mondiale questo limitatissimo gruppo di ricchissimi rappresenta meno dello 0,2% della popolazione mondiale e, nel 2012, aveva in mano 46.200 miliardi di dollari (+10% rispetto al 2011). L’area a maggior tasso di super ricchi è l’America del Nord seguita dall’Asia che, pur avendo subito il controsorpasso rispetto all’anno precedente, rimane la zona con il più elevato tasso di crescita della ricchezza; l’Europa è sul terzo gradino del podio. Insieme questi tre continenti concentrano il 90% dei paperoni del mondo.