Un investimento tra i 100 e i 150 mila euro per aprire un ufficio commerciale a Dubai, cuore pulsante di un’area economicamente solida e che offre buone prospettive di crescita per le aziende italiane. È la stima della società di consulenza Diacron Group, che da anni offre i propri servizi alle aziende che operano negli Emirati Arabi Uniti (Eau) e sottolinea le opportunità di avere in loco una figura professionale dedicata, che si occupi dell’esplorazione dei mercati adiacenti e della creazione di nuovi contatti commerciali. “Molte aziende si rendono conto che per avere un maggiore sviluppo del portafoglio clienti in Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein è necessaria una presenza fisica costante in questa regione” spiega Lorenzo Bagnoli, direttore ufficio Diacron Consultants Dubai. “Partecipare alle fiere di settore – aggiunge – è sicuramente il primo passo, ma dall’Italia non sempre è agibile o proficuo gestire i rapporti commerciali con i possibili partner locali. A conti fatti, avere un proprio manager di riferimento in grado giornalmente di andare a trovare quotidianamente i clienti di persona è più conveniente in termini di rapporto costi/risultati che non gestire i rapporti da remoto”.

LE VOCI DI SPESA. Secondo Bagnoli, dei 100/150 mila euro l’anno previsti per l’investimento, la voce di spesa più significativa è rappresentata dallo stipendio di un manager con relativi benefit come l’affitto di un appartamento, che può incidere per circa 20 mila euro. Il pacchetto previsto da Diacron comprende inoltre i costi governativi per la registrazione della società e le licenze (10.000-15.000 euro), tasse governative per permessi di soggiorno (circa 2.000 euro a persona), l’affitto di uno spazio ufficio (15.000-20.000 euro) oltre ai running costs relativi alla gestione ordinaria della struttura quali utenze, arredamento, set up IT base, affitto auto aziendale (circa 8.000 euro), spostamenti aerei all’interno dell’area GCC e in Europa.