Se per i fallimenti si registrano timidi segnali positivi, così non si può dire per i concordati preventivi, tornati a crescere a ritmi preoccupanti. Tra marzo e giugno si contano infatti 312 domande di concordato (+17% rispetto allo stesso periodo del 2011) che portano a 578 il totale delle procedure aperte nei primi sei mesi del 2012, contro le 518 dell’anno precedente (+11,6%).
Il ricorso al concordato preventivo aumenta a ritmi elevati soprattutto nell’edilizia (+49% rispetto ai primi sei mesi del 2011). Benchè a ritmi inferiori, risultano in crescita anche le domande presentate dalle imprese manifatturiere (+6%), con un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche osservate nell’industria da quando la prima recessione del 2009 era stata superata. In controtendenza il terziario, che – pur rimanendo il comparto in cui si concentra il maggior numero di domande – fa registrare nel primo semestre 2012 un calo dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2011. In ambito manifatturiero, l’aumento dei concordati preventivi è attribuibile principalmente alle dinamiche osservate nel sistema moda, settore in cui le domande sono aumentate del 15,8%. In crescita anche i concordati nella meccanica e nella siderurgia, mentre risultano in calo nel sistema casa, nella filiera dei mezzi di trasporto, nel largo consumo e nei prodotti intermedi. La distribuzione è il settore in cui si conta il maggior numero di casi nel primo semestre 2012 (più di 100), con un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2011. Seguono le società immobiliari, che fanno registrare un incremento pari al 9,9%.

Il territorio. L’incremento dei concordati è particolarmente consistente nel Centro Italia (+17,6%) e nel Nord Ovest (+16,7%); più lento l’aumento dei concordati nel Mezzogiorno e nelle Isole (+5,7%) e nel Nord Est (+2,8%).

I dati per dimensione di impresa indicano che il ricorso al concordato preventivo è aumentato in tutte le fasce dimensionali considerate, ad eccezione delle microimprese con attivo di bilancio inferiore a 2 milioni di euro (‐14,1% tra primo semestre 2012 e 2011). Gli incrementi sono con tassi a due cifre tra le medie aziende con un attivo compreso tra 10 e 50 milioni di euro (+26,9%), tra le grandi società che superano i 50 milioni (+19,2%), tra quelle che non avevano presentato un bilancio tre anni prima della domanda (+21,9%). Cresce a un tasso del 6,5% il ricorso al concordato preventivo da parte delle imprese con un attivo di bilancio compreso tra 2 e 10 milioni di euro.