Il decreto prevede una rimodulazione degli sconti destinati alla rete ferroviaria e tagli agli incentivi al fotovotaico che, precisa il ministero, "non sarà penalizzato" (Foto: © Getty Images)

“Serve un shock positivo sugli investimenti e sulle agevolazioni fiscali per la crescita degli investimenti nel settore privato”. E lo shock, invocato dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, è arrivato. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il decreto sulla competitività (già ribattezzato come il decreto tagliabollette): un pacchetto da 3 miliardi di euro, di cui la metà in tagli alle bollette a favore di imprese (70%) e famiglie (30%), e l’altra metà in incentivi fiscali agli investimenti produttivi e alla capitalizzazione d’azienda.

Sul primo punto il decreto prevede incentivi per la riduzione delle bollette elettriche, pari a 800 milioni di euro ma che a regime diventerà 1,5 miliardi dieuro. A fruirne saranno 110 mila imprese collegate in media tensione, e 600 mila imprese collegate in bassa tensione con potenza impegnata superiore a 16,5 Kw. Per arrivare a questo taglio sulle bollette, il decreto prevede, fra gli altri, una rimodulazione degli sconti destinati alla rete ferroviaria e tagli agli incentivi al fotovotaico. “Il decreto non penalizza il fotovoltaico”, si legge sul sito del Ministero, “ma attenua i colossali incentivi (oltre 6 miliardi di euro l’anno per un ventennio) erogati a favore dei grandi operatori con la stessa logica che ha portato a far pagare di più chi ha ricevuto di più, ad esempio negli investimenti finanziari speculativi (la recente maggiorazione della ritenuta sulle plusvalenze realizzate in Borsa). Gli interventi toccano soltanto gli 8.600 soggetti (su un totale di 200.000 operatori) che percepiscono il 60% degli incentivi e che potranno optare per una erogazione in 24 anni anziché 20 (con contestuale sostegno creditizio) oppure per una equivalente autoriduzione degli incentivi erogati su 20 anni. Per i piccoli produttori fotovoltaici vengono invece previste agevolazioni e misure di liberalizzazione”.

Sul versante gas invece il decreto dispone l'eliminazione dei sussidi alle centrali a olio e regole più stringenti nella remunerazione delle reti gas nel nuovo periodo regolatorio. Quanto invece alle norme relative agli investimenti produttivi aziendali, il decreto introduce aiuti per le società che si quotano in Borsa, come le emissioni di azioni a voto plurimo, la riduzione del capitale sociale minimo da 120 a 50 mila euro per le spa. Inoltre il nuovo capitale da portare in deduzione dall’imponibile Ires aumenta del 40% per tre anni e le pmi quotate potranno fissare una soglia d’opa tra il 20% e il 40%.

Tra le altre novità, spicca anche la liberalizzazione del credito che estende alle compagnie assicurative e alle società di cartolarizzazione la possibilità di concedere credito direttamente alle aziende. “Non ci sono bacchette magiche per la crescita, ma sforzi articolati e complessi”, ha commentato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. “E' un pacchetto estremamente importante perché avviene in un momento delicato. L'economia si sta riprendendo ma ha bisogno di un sostegno per immettersi in un sentiero solido e duraturo. Senza crescita la ripresa non si consolida”.