© Confartigianato Imprese Ancona

Giorgio Guerrini

Con il suo intervento in commissione Finanze alla Camera, il ministro dell’Economia ha toccato il cuore degli imprenditori. Schierandosi dalla parte delle imprese con la proposta di interrompere gli eccessivi controlli fiscali (che comportano “costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione”), Giulio Tremonti ha sfondato una porta aperta. “Il ministro Tremonti ha recepito quanto le organizzazioni imprenditoriali denunciano da sempre” spiega il presidente di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini. “L'accanimento ispettivo è figlio della cultura del sospetto verso gli imprenditori e genera la complessità e gli alti costi della burocrazia italiana – continua Guerrini – Basti dire che in ambito fiscale, solo quattro adempimenti (770, dichiarazione Iva, comunicazione annuale e rimborsi Iva) costano, di pura burocrazia, al sistema delle imprese italiane oltre 2,7 miliardi di euro”.
Le imprese, insomma, chiedono poche regole e più certezza nella loro applicazione, applicando anche un reale principio di gradualità per dimensione d'impresa e per settore di attività. In un'intervista al quotidiano il Giornale Guerrini ha dichiarato che “sarebbe auspicabile creare un coordinamento delle attività ispettive nei diversi ambiti come fisco, lavoro e ambiente per evitare agli imprenditori il 'supplizio’ dei reiterati controlli a tempi ravvicinati, quando addirittura non sovrapposti”.
Ma meno controlli non comportano il rischio di un aumento dell’evasione? “No, se i controlli saranno più selettivi”, spiega Guerrini sottolineando che nel 2009 50mila accertamenti fecero recuperare meno evasione dei 30mila effettuati nel 2010. “L’anno scorso i controlli, anche minori di numero, furono realizzati con maggiore selettività”.