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Il 2014 dovrebbe essere l’anno della ripresa per il comparto tessile-moda italiano. La previsione arriva dalla ricerca di Sistema Moda Italia, resa nota in occasione della prossima edizione di Pitti Immagine Uomo.

Dopo un 2013 chiuso a -1,9%, dove comunque si è registrata una decelerazione del ritmo di caduta rispetto al dato 2012, l’Indagine svolta dal Centro Studi Smi su un panel di oltre cento imprese operanti in tutti gli stadi della filiera vede aprirsi il 2014 con dinamiche positive, non solo con riferimento al mercato estero, ma anche al mercato nazionale.

Sulla base delle elaborazioni effettuate (pur ancora provvisorie e, pertanto, soggette a possibili rettifiche, così come sottolineano in Smi), nel primo trimestre dell’anno le aziende del tessile-moda a campione presentano una crescita del fatturato totale pari al +3,3%, sintesi di un aumento del +4,5% messo a segno da chi opera nel ‘monte’ della filiera e di un +2,5% realizzato dagli operatori del ‘valle’.

Dopo una permanenza in area negativa per gran parte del periodo 2012-2013, il mercato nazionale assiste a variazioni positive sia nel caso del tessile, le cui vendite recuperano un +6,3% rispetto ai primi tre mesi del 2013, sia nel caso dell’abbigliamento-moda, la cui crescita frena, tuttavia, al +0,9%. Per il ‘valle’ si mantiene infatti più performante il mercato estero, in aumento del +5,2%, mentre per le imprese tessili la variazione risulta prossima al +3%.

Con riferimento agli ordinativi, nei primi tre mesi dell’anno in corso la raccolta nazionale si mostra in aumento sia per il tessile (+2,4%) sia per l’abbigliamento-moda (+1,9%). Gli ordini esteri crescono su ritmi pressoché simili nel caso del ‘monte’, facendo registrare infatti un’evoluzione del +2,3%; nel caso del ‘valle’ risultano, invece, più tonici rispetto a quelli nazionali, archiviando un +2,9%.

Nonostante il miglioramento congiunturale profilatosi con l’inizio del 2014, gli operatori, sottolineano in Smi, restano prudenti sul futuro, probabilmente, nutrendo qualche dubbio sulla tenuta del trend positivo, visto il permanere di molte fragilità ed incertezze di contesto. Un’ampia quota di intervistati, ovvero il 69,2% del campione, propende per una “stabilità” delle condizioni di mercato, mentre confida in un ulteriore miglioramento, il 16,8% del panel. Si riduce al 14% (rispetto al 30% della rilevazione 2013) la quota di quanti temono un nuovo peggioramento.