Enrico Letta © Getty Images

Enrico Letta

Il governo apre ufficialmente alla sospensione del pagamento della prima rata dell’Imu per la prima casa, ma non solo: l’esecutivo è favorevole a reperire le coperture necessarie anche per rimborsare quanto pagato nel 2012. È quanto emerge dalla nota con cui il Senato comunica il via libera al Documento di economia e finanza 2013, presentato dal precedente governo Monti. Il testo - approvato con 209 voti favorevoli, 58 contrai e 19 astenuti - impegna il nuovo Governo a “favorire una positiva conclusione della procedura di disavanzo eccessivo, a individuare gli interventi per attuare il programma enunciato dal presidente del Consiglio” e proseguire negli interventi di rilancio della competitività e della produttività.
Su proposta del senatore Roberto Calderoli, si scrive nella nota del Senato, il Governo si è dichiarato favorevole a una proposta “che impegna a prevedere, nella Nota di aggiornamento, la sospensione del pagamento della prima rata dell'Imu per le abitazioni principali, la rimodulazione entro l'anno della tassazione sugli immobili, la compensazione dei Comuni per il mancato introito di risorse, e a reperire le coperture necessarie anche per rimborsare quanto pagato nel 2012”. L’argomento sarà molto probabilmente argomento del ritiro organizzato per domenica 12 e lunedì 13 dal premier Enrico Letta: la squadra di ministri si riunirà all’abbazia di Spineto (Siena) per “programmare,conoscersi, fare spogliatoio”.

DECRETO DA SEI MILIARDI DI EURO. Sul tavolo ci saranno anche il rifinanziamento della cassa integrazione e l’intervento per scongiurare l’aumento dell’Iva, che abbatterebbe ulteriormente i consumi. Per questo si parla già di un possibile decreto da circa 6 miliardi di euro e che dovrebbe racchiudere le tre emergenze. Un decreto che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana, anche perché la Commissione europea si aspetta entro metà mese che il governo presenti il programma di stabilità aggiornato, con le compensazioni di queste misure. Nel provvedimento potrebbero rientrare anche aumenti delle agevolazioni fiscali per l'assunzione dei giovani, come anche minori paletti per i contratti a termine.