Moody's © Getty Images

Il governo Letta passa indenne l’esame delle due Camere del Parlamento. Dopo aver ottenuto la fiducia al Senato – 235 favorevoli contro 70 contrari – il premier ha ottenuto anche il sì della maggior parte dei deputati (435 sì contro 162 no). La fiducia alla Camera dei deputati era pressoché scontata, soprattutto dopo via libera di Palazzo Madama, ottenuto al termine di una mattinata convulsa con l’improvviso dietrofront del partito di Silvio Berlusconi.

LE PREVISIONI DI MOODY’S. La conferma dell’esecutivo guidato da Enrico Letta è stato accolto come “il miglior risultato possibile” dall’agenzia di rating Moody’s, che non manca, però, di criticare la situazione economica dell’Italia. Secondo la società americana – che tuttavia basa le sue considerazioni sullo strappo tra Pd e Pdl all’interno della maggioranza, un problema che sembra risolto dopo la mezza scissione all’interno del partito di centrodestra – l’instabilità politica dell’Italia mette a rischio al ripresa economica del Paese che, sottolinea l’agenzia di rating, non centrerà l’obiettivo europeo di un deficit al 3% nel 2013.

"Ci aspettiamo – osserva Moody’s – che l'Italia non riesca a centrare il target di un deficit/Pil al 3% nel 2013. L'Italia - ha osservato Moody's - è uscita dalla procedura d'infrazione del deficit quest'anno, dopo aver ridotto il deficit al 3% del Pil nel 2012 dal 5,5% del Pil nel 2009 ma l'instabilità politica ha effetti negativi sulla capacità del governo di procedere con le riforme strutturali e di bilancio".