© Johan Jarnestad

La politica influisce sull'economia (e viceversa)
(A sinistra) Gli investitori basano le loro decisioni sulle aspettative riguardanti il futuro della politica economica. (A destra) Le banche centrali impostano il tasso di interesse sulla base delle aspettative
sugli sviluppi del settore privato

Va a due studiosi americani il Nobel per l’Economia 2011, ufficialmente riconosciuto come Sveriges Riksbank Prize nelle scienze economiche in memoria di Alfred Nobel. A ricevere il premio da 10 milioni di corone (poco più di un milione di euro) Thomas Sargent e Christopher Sims ai quali l’Accademia svedese delle Scienze ha riconosciuto il valore per le “loro ricerche empiriche su causa ed effetto nella macroeconomia”, un lavoro che ha posto le basi dell'analisi macroeconomica moderna”.
Nella motivazione che accompagna l'annuncio del premio ai due economisti americani si sottolinea come “abbiano sviluppato metodi per rispondere” a interrogativi “sul rapporto di causa ed effetto fra le politiche economiche e le diverse variabili macroeconomiche come Pil, inflazione, occupazione e investimenti”. Questi, si aggiunge nella nota, “di solito sono rapporti bidirezionali, la politica influisce sull'economia ma anche l'economia influenza la politica”. Ma il lavoro dei due premiati – che è “complementare sotto molti aspetti, anche se hanno condotto i loro studi in modo autonomo” – evidenzia il ruolo delle “aspettative sugli sviluppi nel settore privato”.

Scheda - i vincitori dal 1969 a oggi