Il ministro Sandro Bondi

Altra tegola per il Fus, il Fondo Unico dello Spettacolo; dei 258 milioni di euro previsti per quest’anno, 27 milioni vengono ora congelati e il Fus per il 2011 scende a 231 milioni di euro. Il motivo? Il governo ha deciso di accantonare la cifra per far fronte a eventuali minori introiti dalla vendita delle frequenze del digitale terrestre, il cui bando è previsto per il prossimo autunno. A dare la notizia il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi che si è detto «sgomento e interdetto» della decisione del governo del quale, lo stesso Bondi, fa parte. Il ministro nel commentare la decisione l’apostrofa come «un altro colpo alle risorse destinate alla cultura, che è difficile da spiegare e ancor più da accettare». In ogni caso, come ricorda la nota diramata dal ministro, le risorse congelate «non potranno essere utilizzate sino a fine anno, anche qualora la vendita delle frequenze avesse buon esito, e che quindi di fatto non potranno essere utilmente ripartite fra le diverse voci del FUS».

Con la decisione del governo il Fus raggiunge un minimo storico, basti pensare che nel 2000 il fondo, destinato ad aiutare la lirica, la musica, il cinema, la danza il teatro e il circo, sfiorava il mezzo miliardo di euro.