Banche, poste e operatori finanziari in genere sono pronti a mettersi al servizio dell’Agenzia delle Entrate: dovranno infatti consegnare tutti i dati relativi a movimenti di denaro, utilizzo di carte di credito e bancomat, giacenze dei conti correnti e investimenti al Fisco italiano, che li utilizzerà per monitorare ilrischio di evasione dei contribuenti.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE. Tali informazioni relative al 2015 verranno confrontate dall’Agenzia delle Entrate con i redditi dichiarati, e la comparazione permetterà di capire quali siano le posizioni sospette. Questa operazione è in linea con l’entrata a regime dell’anagrafe sui rapporti finanziari istituita nell’ambito del Decreto Salva Italia, studiato nell’ormai “lontano” 2011. La quantità di informazioni raccolte dalle banche e consegnate al Fisco dovrebbero agevolare la lotta all’evasione fiscale, che rappresenta una delle più grandi cause di perdita per le casse dello Stato, fungendo anche da deterrente. Il controllo si svolgerà in due fasi: innanzitutto verranno rilevate le incongruenze sospette; secondariamente si procederà ad contattare il contribuente perché possa procedere all’adesione spontanea. Nel caso in cui tale proceduta non vada a buon fine, scatterà l’accertamento da parte del Fisco.

TUTELARE LA PRIVACY. I controlli selettivi sembra saranno di fatto in numero piuttosto limitato: con la Legge di Stabilità 2015, infatti, è stato cancellato il riferimento a liste di contribuenti ritenuti passibili di ulteriori verifiche a fronte dello spoglio dei dati. Non più elenco dei sospettati, dunque, ma solo analisi più generiche rispetto al rischio di evasione fiscale; il tutto per andare incontro alle esigenze di privacy dei cittadini, che andranno garantite anche mediante una trasmissione dati che dovrà dare garanzie di totaleautomatizzazione. Le informazioni raccolte avranno inoltre vita breve: dovranno essere cancellate entro 6 anni dalla raccolta, e le verifiche andranno obbligatoriamente svolte in tale lasso di tempo.