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I redditi degli italiani sono fermi ai livelli del 1986, a riferirlo è la nota di aggiornamento del Rapporto consumi di Confcommercio. Infatti nel 2014 il reddito procapite annuo è pari a 17400 euro, pari al livello registrato 29 anni fa quando era a 17200. Se la crescita dei redditi è stata quasi “immobile”, quella dei consumi lo è di più: in soli 20 anni sono cresciuti del 12,3% solo grazie alla dinamica positiva dei servizi.

Lo sviluppo “lento” è dovuto al fatto che i consumi sono fermi da più di vent’anni. Infatti, tra il 1992 e 2014 , i consumi procapite hanno registrato una crescita reale sotto il 6%, e, se escludiamo gli affitti, il tutto scende al 4%.

Il pil risente pure del “rallentamento” e, insieme ai consumi, ritorna ai livelli attestati nel 1997. Secondo la nota di Confcommercio, in confronto al 2007 (quando ancora non c’era la crisi), oggi i redditi sono diminuiti del 2,6% insieme al pil -3,3% e consumi -1,8%.

Di conseguenza, con un potere di acquisto così debole, nel nostro Paese spendiamo di meno per mangiare a casa (-4,6%) e fuori (-4,1%), per i viaggi (-3,8%), per la salute (-3,5%), e per scarpe e vestiti (-6,3%).

Tuttavia, se da un lato tiriamo la cinghia per questo tipo di consumi, dall’altro abbiamo aumentato le spese per beni e servizi obbligati: infatti nel 2014 il budget riservato alle spese incomprimibili è salito al 41%, contro il32,3% del 1992. Le spese per i beni commercializzabili nel 2014 sono scese al 39% (contro il 51,4% del 1992), mentre crescono i consumi per i servizi commerciabili attestati al 20% (al 16,3% nel 1992).

Nel periodo tra il 1992 e il 2014, le spese per la casa sono impennate dal 17,1% al 23,9%, come anche sono aumentate quelle per carburante e mezzi di trasporto. In questo contesto la spesa di beni alimentari e bevande è stata ridotta, come quella per l’abbigliamento, calzature, automobili, e arredamento.

Secondo Confcommercio le spese “incomprimibili” sono aumentate a fronte di un raddoppio dei prezzi di beni e servizi obbligati conseguente all’aumento, modesto, di beni e servizi commerciabili. Infatti, nell’arco di ventidue anni (1992-2014), per ogni anno, le dinamiche del prezzo dei beni e servizi obbligati sono state superiori del 63% a quelle per i commerciabili. Questa situazione, infine, sarebbe la risultante di offerte per spese obbligate in mercati poco competitivi.