Fermi tutti, i negozi tradizionali godono di ottima salute. L'ecommerce non fagociterà il canale fisico né con i Millennials né con i loro fratelli minori della Generazione Z, i nati tra il 1995 e il 2010. A dirlo è uno studio Accenture su 10 mila ragazzi a livello mondiale: per il 60% di loro (e addirittura il 77% negli Usa), il retail fisico rimane il canale preferito per gli acquisti. A patto che i negozi sappiano farsi più moderni, connessi e social per fare anche da base per il successivo acquisto online (il fenomeno detto sowrooming è praticato dal 46% dei giovanissimi).

I social network diventano appunto decisivi, e non solo per il ruolo degli influencer, anzi. come racconta lo studio analizzato su Affari&Finanza . Facebook, Youtube, Snapchat e compagnia danno ispirazione, forniscono spunti alla prima generazione nativa digitale che passa tantissimo tempo in connessione virtuale. Il 70% della Generazione Z vorrebbe addirittura canali fashion cui iscriversi per avere offerte su misura dei propri gusti. Il 38% vorrebbe addirittura la possibilità di fare ordini vocali (il 10% già lo fa).

Alle aziende, dunque, serve una nuova interpretazione della tecnologia: più visual, iper-personalizzazione, presenza social con i linguaggi adatti. L'obiettivo è cogliere una generazione tecnicamente diversa ma antropologicamente forse più simile e comprensibile rispetto a quella degli inafferrabili Millennials. La Generazione Z si fida molto della famiglia (vista anche l'età), poi dei commenti degli amici ma forniti tramite social network. La fedeltà è un argomento sconosciuto (5% appena), mentre la fretta è fondamentale: sarebbero disposti a spendere fino a 5 euro per la consegna in un'ora.