Una scorcio dello stadio di Durban. Le strutture sportive sono il fiore all’occhiello della Coppa del mondo 2010. La metà degli impianti sono di nuova costruzione e sono costati qualcosa come 1,3 miliardi di euro

Il Mondiale di calcio 2010 potrebbe essere il torneo più ricco della storia del Sudafrica. Dall’11 giugno i riflettori di tutte le Tv del mondo saranno accesi sul Paese, organizzatore della Fifa world cup. Una scommessa che lo stato africano vuole vincere con tutte le sue forze. Basti dire che il Paese ha investito su questa manifestazione più di 3,5 miliardi di euro solo considerando il budget gestionale. Altri 4,6 miliardi di euro sono destinati alle infrastrutture e 1,5 miliardi alla promozione turistica e se si pensa che i mondiali tedeschi non avevano superato i 2,6 miliardi di investimenti, si ha l’idea dello sforzo che Pretoria sta facendo. A tutti questi soldi si devono poi aggiungere gli investimenti nelle strutture sportive, che sono il fiore all’occhiello del progetto. La metà degli stadi sono nuovi, e sono costati qualcosa come 1,3 miliardi di euro che portano il totale dei soldi spesi per la manifestazione a quota 10,9 miliardi. «Il governo locale prevede benefici quantificabili in una crescita del Pil dello 0,5%» ha spiegato Roberto Ghiretti, direttore del Centro Studi Ghiretti. «Secondo la banca d’affari Merrill Lynch la prossima Fifa world cup genererà per l’economia sudafricana oltre 650 milioni di euro. Nonostante questi dati, sono ancora diversi i punti di debolezza dell’evento iridato. A partire dai ricavi da biglietteria. Circa 650 mila tagliandi di ingresso, sui 3 milioni disponibili per il Mondiale in Sudafrica, sono rimasti invenduti».Spostamenti interni difficoltosi, lontananza geografica, scarso interesse per un torneo giocato a troppa distanza, poca chiarezza da parte degli organizzatori e, infine (ma non da sottovalutare) la paura per attentati, sono i motivi alla base dell’interesse non entusiastico per la manifestazione. E questo desta ancora più stupore se si considera che i prezzi per assicurarsi la presenza negli stadi non sono elevatissimi e rientrano nella media europea di una partita di prima divisione (fase a gironi: 10/15 dollari circa, tribuna d’onore: 100 dollari). Il Comitato organizzatore ha messo a disposizione dei “locali” 1 milione di tagliandi. Un altro milione per gli staff delle 32 federazioni iscritte e il restante milione di pezzi per gli sponsor, nazionali e internazionali. Il Mondiale di SudAfrica si presenta, pertanto, come la più grande operazione di pr in ambito sportivo. Un ulteriore punto di debolezza della manifestazione è la sicurezza delle persone coinvolte (a partire dai giornalisti). Per l’occasione il governo metterà in campo 45 mila agenti e un budget destinato alla gestione dell’ordine pubblico pari a 4,5 miliardi di euro. Città come Durban, Pretoria, o la stessa Johannesburg, sono ancora tormentate dagli scontri tra gang, spesso dedite a sequestri-lampo di turisti o lavoratori occidentali. L’uccisione del leader degli Afrikaner, a meno di due mesi dall’evento, non aiuta questo processo di integrazione/pacificazione sociale. Nonostante questi problemi, che sono oggettivi, l’ufficio del turismo è in piena attività: stima che, per la prima volta nella loro vita, 1,5 milioni di persone visiteranno il Paese. Diritti Tv (nell’edizione tedesca l’audience totale fu 3,5 miliardi di contatti) e sponsorizzazioni saranno le due principali fonti di ricavi del Comitato organizzatore locale. Se sul terreno televisivo sono ancora molti gli accordi da firmare (si prevede il superamento di 1,3 miliardi di euro di incassi), in ambito commerciale il budget è molto vicino a quanto previsto dal comitato sudafricano. Più di un miliardo di euro infatti arriverà dagli sponsor globali della Fifa. Tra gli investitori principali di Sudafrica2010 vi sono, per esempio, Coca Cola, Adidas, Hyundai, Visa, Sony ed Emirates (alla seconda presenza dopo Germania 2006). A queste aziende si affiancheranno diversi sponsor nazionali e altri sei partner inseriti nel format “sponsor Fifa world cup” (il colosso indiano Satyam, Mtn, Budweiser, Castrol, McDonald’s e Continental). Fino a oggi hanno già firmato colossi sudafricani del calibro di Telkom SA (più di 26 milioni di euro) e First national bank (35 milioni). Quest’ultima ha anche acquisito i naming rights dell’Ellis Park (uno degli stadi del Mondiale) per 2,5 milioni di euro annui. Vi si affiancano, inoltre, Neoafrica (consulenza nel settore It), Prasa (trasporti) e Bp Africa (idrocarburi). Sul fronte delle spese il Mondiale di Sudafrica costerà, secondo gli analisti, circa il il 33% in più quanto previsto. stando a indiscrezioni confermate dallo stesso Comitato organizzatore. «Crediamo che sia un calcolo realista, che forse potrà aumentare del 10% in prossimità dell’evento» ha spiegato il presidente del Comitato Danny Jordan. L’aumento del budget farà lievitare fino a 700 milioni di euro il costo per la costruzione di cinque stadi e la ristrutturazione dei restanti cinque impianti. Un cifra che è quasi il doppio di quanto stanziato dal governo in fase di assegnazione dell’organizzazione del Mondiale 2010. Le partite si svolgeranno in ben nove città: Johannesburg, Tshwane/Pretoria, Mangaung/Bloemfontein, Città del Capo, Durban, Nelspruit, Polokwane, Nelson Mandela Bay/Port Elizabeth e Rustenburg. Il First national bank stadium, meglio conosciuto come Fnb stadium o Soccer City, ospiterà tra le altre la partita di apertura e la finale dei Mondiali di calcio. È stato consegnato alla Fifa agli inizi di questo mese e ospiterà il 5 giugno, a meno di una settimana dall’evento iridato, un’amichevole tra il Sudafrica e la Danimarca. Si tratta di un impianto costruito nel 1987 e inaugurato nel 1989 a Johannesburg. È uno degli stadi principali della South African Football Association (Safa), e può contare su 94.700 posti a sedere grazie ai lavori eseguiti in vista dell’evento. In questa nuova edizione c’è anche un tocco di made in Italy: la copertura dell’impianto è stata realizzata dalla ditta Cimolai di Pordenone, già intervenuta per lo stadio dell’Olimpiade di Atene nel 2004.

XIX FIFA WORLD CUP

  • Impatto economico (diretto e indotto) dell’evento: 10,9 miliardi di euro
  • Valore del Mondiale di calcio: 3,5 miliardi di euro contro i 2,6 mld di euro di Germania 2006
  • Stima numero tifosi prima e durante la Fifa World Cup: 1,5 milioni di persone
  • Costo costruzione stadi: 1,3 miliardi di euro
  • Copertura costi evento: Più del 70% dei ricavi sono attesi dalla vendita dei diritti Tv e sponsorizzazioni, il resto dal merchandising, dagli eventi speciali e dalle attività di pubbliche relazioni
  • Media accreditati: 10.500
  • Paesi collegati in mondovisione: oltre 200
  • Biglietti disponibili: 3 milioni
  • Biglietti per i tifosi “locali”: 1 milione
  • Biglietti per le restanti 31 nazionali: 1 milione
  • Biglietti gestiti da Fifa e dagli organizzatori: 1 milione
  • Biglietti già venduti per l’evento: 2 milioni

Fonte: Istituto di ricerca Sporteconomy/Centro studi Ghiretti

IL “TESORETTO” DELLE 32 NAZIONALI

Il Mondiale sudafricano porterà in campo i migliori giocatori del calcio internazionale, una merce molto preziosa. L’agenzia portoghese Futebol Finance ha calcolato il valore economico dei giocatori delle 32 selezioni nazionali che scenderanno in campo. Insieme rappresentano un “tesoretto” di 5,63 miliardi di euro. La Spagna, campione d’Europa in carica, è la squadra con il maggiore valore (565 milioni di euro). Il Brasile è secondo con 515 milioni, terza la Francia con 450, come l’Inghilterra, poi segue l’Italia con 400 milioni di euro. Quelle con il minor valore sono Nuova Zelanda e Corea del Nord, con appena 15 milioni. Il gruppo “G” è sicuramente il più ricco. Oltre al Brasile c’è il Portogallo con 380, la Costa d’Avorio con 180 milioni e la Corea del Nord nel ruolo di squadra-cenerentola. Subito dietro il gruppo “H” con 810 milioni e quindi il gruppo “A” con 725 milioni. Brasile-Portogallo è la partita con più valore sul campo con 895 milioni di euro. Poi Brasile-Costa d’Avorio con 695 milioni e infine Spagna-Svizzera con 680 milioni. L’Italia non dovrebbe avere rivali nel suo girone analizzando il valore delle rose. Più di 400 milioni di euro contro i 90 del Paraguay, 70 della Slovacchia e 15 milioni della Nuova Zelanda.