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Riportare il quartiere di Brera alla sua antica bellezza. O semplicemente offrire ai turisti in arrivo il centro di Roma al massimo del suo splendore. Si tratta di progetti ambiziosi che vengono riproposti periodicamente, ma poi si fermano di fronte alla classica domanda: «Ma chi paga?». Una risposta arriva dall’estero: a finanziare il recupero potrebbero essere i commercianti con l’“affitto” di interi quartieri, come avviene in tante città del mondo.

Le aree ripulite dai negozianti sono definite business improvement district (Bid) e sono nate dall’esempio canadese del Bloor West Village . Si tratta di un’area commerciale con 400 negozi e ristoranti di Toronto, rifiorita per iniziativa degli uomini d’affari locali a partire dal 1970 con il motto “Un piccolo villaggio in una grande città”.

Il funzionamento del sistema è molto semplice. Attraverso una gestione mista pubblico-privata, gli esercizi pubblici accettano di versare una sovrattassa nelle casse comunali. In cambio l’area interessata riceve dei servizi “premium” dalle autorità locali: ristrutturazioni estetiche, manutenzione costante, maggiore pulizia, iniziative di marketing, informazioni turistiche ed eventi organizzati. Il ritorno dell’investimento iniziale è garantito dal maggiore afflusso di clienti che sceglieranno di frequentare per il quartiere dopo il restyling.

SOGNO AMERICANO. Il modello si è subito diffuso negli Stati Uniti – dove oggi i casi sono quasi 1.200 in tutto il Paese, tra i quali si segnala come esempio di successo la Little Italy di San Diego – e in Gran Bretagna.

Enorme è il Bid londinese che coinvolge 600 imprenditori tra Bond Street, Oxford Street e Regent Street. Sono arrivati poi Nuova Zelanda, Olanda e da ultima la Germania che nel 2005 ha visto la nascita di Sachsentor (Amburgo).Il modello è piaciuto così tanto che oggi sono 17 i Bid tedeschi.

DUBBIO SPAGNOLO. Se ne sta discutendo da qualche settimana anche in Spagna, da quando il Partito Popolare del premier Mariano Rajoy ha proposto di importare il sistema per riqualificare alcune aree di Madrid e Barcellona. L’opposizione contesta l’idea per la paura di un allargamento delle diseguaglianze tra quartieri vip e zone povere, ma i commercianti dei centri cittadini si stanno già organizzando.

Di solito infatti l’iniziativa parte dal basso con un referendum tra gli esercenti e la presentazione di un business plan alle autorità locali. Sono queste poi a dare il via libera e fissare i limiti dell’intervento, ad esempio in termini di vigilanza e sicurezza.