cinesi shopping tax free

I cinesi in vacanza scelgono (ancora) l'Italia. In piena festa nazionale di Pechino, una settimana di ferie a partire dal 1° ottobre che ricorda la nascita della Repubblica Popolare con Mao Tze Tung, il Belpaese fa affari d'oro. Secondo la China Tourism Academy un cinese su due si muove in questi sette giorni: si tratta di 710 milioni di possibili turisti pronti a spendere 590 miliardi di renminbi, circa 75,4 miliardi di euro. Attenzione, però, solo sei milioni andranno all’estero e spenderanno buona parte del loro budget (il 27%) in shopping. E per fortuna, molti lo faranno in Italia. 

I cinesi in vacanza scelgono (ancora) l'Italia

Stando ai dati della società Premier Tax Free, l’Italia è il Paese europeo dove questo tipo di shopping è aumentato di più dall’inizio dell’anno (+24%). Solo nel 2016, i 280 mila cinesi arrivati in Italia avevano speso 431 milioni di euro. E quest'anno sono previsti arrivi in crescita del 17,7%. Meglio di Francia (+11%) e Spagna (+10%). Numeri che potrebbero far volare ancora di più i dati dello shopping tax free nel Belpaese, che da inizio anno ha già fatto registrare +35% (e vale un terzo del giro d’affari complessivo).

«L’Italia è una meta privilegiata proprio grazie allo shopping», dice Sara Bernabé, Country Manager Italia di Premier Tax Free. «Oggi i cinesi che comprano lusso amano l’artigianalità, la storia e i valori di un marchio, punti di forza del made in Italy. L’Italia è inoltre considerata un Paese più sicuro di altri, colpiti dal terrorismo. Infine, offriamo più e meglio di altri la dimensione dell’esperienza: occasioni di intrattenimento, ristoranti, un paesaggio magnifico, tutti aspetti che interessano soprattutto i più giovani, i Millennials e la Generazione Z, che costituiscono oltre la metà dei turisti cinesi in Europa».

Dall’inizio dell'anno, Milano, Roma e Firenze hanno registrato un boom dello shopping tax free cinese, con la capitale in testa (+48%), seguita da Milano (+42%) e Firenze (+35%) Tra gli articoli più ricercati ci sono borse e valigie in pelle (54%, primo posto), gioielli ed orologi. Siamo secondi dietro alla Francia per l'abbigliamento, che ci supera anche per la spesa media: 1.686 euro contro 1.052 (lontanissima la Spagna a 661 e la Gran Bretagna a 399).

«Lo scontrino è più alto in Italia e Francia anche perché in questi Paesi è fissata una soglia minima di spesa per ottenere il rimborso dell’Iva, che in Italia è 155 euro», prosegue Bernabé che aggiunge alcuni consigli per alzare ancora lo scontrino: «Dobbiamo migliorare la comunicazione con la cultura e i negozi dovrebbero colmare alcune carenze tecnologiche. I cinesi amano usare lo smartphone per lo shopping, soprattutto il QR code, con cui ricevono informazioni in store ed effettuano pagamenti, uno strumento ancora molto raro da noi».