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Il 75% delle medie e grandi imprese italiane sta modificando il proprio modello di gestione dell’informatica aziendale. Fra queste, il 29% sta rivedendo il modello organizzativo della Direzione IT, il 40% introducendo nuovi processi e strumenti, il 36% modificando le modalità di relazione con il business e il 22% inserendo nuove figure e competenze. Solo un’azienda su quattro è ancora immobile e non sta facendo nulla per adeguare la propria struttura IT alla trasformazione digitale in corso. È un quadro sostanzialmente positivo quello che emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Enterprise Application Governance, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, la cui prima edizione è stata presentata in occasione del convegno ‘IT Governance: rivoluzione in corso!’, tenutosi martedì 13 dicembre al Campus Bovisa di Milano.

AZIENDE CONSAPEVOLI. L’indagine dimostra come le imprese siano sempre più consapevoli dell’importanza di aggiornare la gestione dei propri processi aziendali per rispondere alle sfide della rivoluzione digitale e intercettare i principali trend di sviluppo nel medio e lungo periodo. Di fronte a questo cambiamento, sottolinea Stefano Mainetti, responsabile scientifico dell’Osservatorio, “la Direzione IT non può essere lasciata sola: il cambiamento richiesto è ampio e tocca tutta l’azienda nelle modalità di gestione delle applicazioni digitali. E non basta la sola tecnologia, occorre ripensare le logiche di governo dei processi e i modelli di gestione e motivazione delle persone”. La ricerca ha evidenziato sei trend più rilevati e strategici per il futuro delle aziende:

Mobility - La Mobility è stata indicata dal 64% dei Cio intervistati come il trend di maggior impatto sulle scelte applicative. Lo slittamento delle modalità di fruizione delle applicazioni da desktop a device mobili si sta verificando non solo fra i consumatori finali ma anche all’interno delle aziende, per aumentare la produttività del personale e la velocità di risposta sfruttando anche le capacità hardware dei dispositivi mobili come la geolocalizzazione e la sensoristica.

Collaboration - La Collaboration, indicata dal 64% del campione intervistato, condivide il primo gradino del podio con la Mobility. Questo aspetto desta l’interesse delle Direzioni IT perché una più razionale collaborazione fra le diverse unità aziendali, i fornitori e i clienti, consente di migliorare la produttività, riducendo il ricorso eccessivo a mail e riunioni, e l’archiviazione dei flussi di informazioni e di attività.

User Experience - A breve distanza (61%), segue l’attenzione alla User Experience delle applicazioni. Una caratteristica chiave perché pone l’utente al centro dell’applicazione, concentrandosi sulle sue reali esigenze e curando gli aspetti che possono migliorare l’esperienza d’uso e diminuire il tempo necessario all’utente per raggiungere i propri obiettivi.

Data Intelligence - Un po’ più staccata dal terzetto di testa (44%) segue la Data Intelligence. Una tendenza che apre grandi opportunità di business e razionalizzazione dei processi aziendali grazie alla crescente quantità di Big Data a disposizione, ma anche alcune complessità relative all’impatto di questa mole di informazioni da gestire sulle infrastrutture informative aziendali e alla difficoltà di reperire le competenze necessarie alla loro gestione e interpretazione.

Open Application - Circa un CIO su tre del campione intervistato (36%) ha indicato la Open Application fra i trend più rilevanti. Costruire Open Application consente di avere processi di business sempre più interconnessi, sia all’interno sia all’esterno dell’azienda, che si arricchiscono con apporti esterni. Per raggiungere l’obiettivo, i sistemi informativi aziendali devono essere flessibili, scalabili e aperti all’integrazione con altre applicazioni.

Pervasive Computing - L’ultimo trend per ordine di importanza (rilevante per il 34% del campione) è quello del Pervasive Computing, fortemente legato all’affermarsi di nuovi oggetti sempre connessi (il cosiddetto IoT), in grado di raccogliere dati dalla realtà o di agire direttamente sull’ambiente fisico. Gestire un parco di dispositivi hardware così eterogeneo e disperso è considerata la sfida principale da parte dei decisori IT, che vedono come ostacoli l’adeguamento dell’infrastruttura di networking e l’elaborazione dei dati, oltre a nuove e delicate problematiche di sicurezza.