Un sistema fieristico nazionale armonico, possibilmente senza doppioni e con ampi margini di crescita. E’ l’obiettivo di Ettore Riello presidente di Verona Fiere e neo presidente di Aefi, l’associazione esposizioni fiere italiane che riunisce 40 enti fieristici iscritti e che organizzano oltre 1000 manifestazioni all’anno. A poco più di due mesi dal tentativo (fallito) del vice ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, di aprire un tavolo di coordinamento per “evitare la concorrenza sleale e il cannibalismo tra fiere”, Riello pone le basi per evitare quella giungle del “tutti contro tutti” che prevale nell’universo delle fiere. In un’intervista del Sole 24 Ore Riello pone tre basi su cui sviluppare la sua strategia: razionalizzare il sistema fieristico, valorizzare la gestione diretta delle manifestazioni e sviluppare il ruolo delle associazioni confindustriali di categoria, quali custodi della tecnologia italiana.
Per il presidente di Aefi l’Italia è “spezzata e divisa, dove la politica esprime degli auspici a cui poi non seguono i fatti”. Mentre in Germania e Francia vi sono norme del sistema fieristico che impediscono le duplicazioni delle fiere rafforzandone la tutela, in Italia ogni città è libera di mettere in piedi una manifestazione, spesso molto simile a un’altra già esistente. Riello diffida dal sistema di autoregolamentazione virtuosa perché “si sa dove si inizia, ma la fine è tutta da interpretare”. Servono quindi impegni vincolanti che possano esaltare, in Italia e all’estero, le eccellenze e le particolarità di un territorio.
E l’eccellenza di un evento non si basa soltanto sulle infrastrutture e le capacità ricettive di una, ma anche sulla qualità della manifestazione. “Ad Hannover – spiega Riello al quotidiano economico – si svolge la fiera mondiale delle macchine utensili con pochissimi alberghi. A Milano, invece, si svolge Expocomfort, la mondiale delle più avanzate tecnologie per il comfort e il risparmio energetico, che viene però gestita dall'anglo-olandese Reed Exhibitions”. E parlando di Milano il presidente Aefi commenta gli ultimi contrasti nati nei confronti del capoluogo lombardo, reo di aver creato eventi molto simili a quelli di città come Parma, Bari e Verona. “Si sono aperti contenziosi su alcune fiere milanesi – ammette – il cui obiettivo finale è soltanto la vendita degli spazi e non la gestione dell'evento, che è poi l'eccellenza di molte fiere italiane. La gestione dell'evento racchiude il valore strategico del Sistema fiere Italia e limitarsi solo alla vendita degli spazi non genera valore aggiunto”.