Mentre Donald Trump ordina la ritirata dagli accordi di Parigi Cop 21, mettendo in pericolo la politica ambientale mondiale, l'Italia farebbe bene a insistere sulla strada della green economy. Lo dicono i dati Deloitte sull'obiettivo della "decarbonizzazione" entro il 2050. Il traguardo è ambizioso e per raggiungerlo servirebbero 9 miliardi di euro l'anno di investimenti nel settore elettrico e nell’efficienza. A fronte di un investimento totale variabile tra 230 e 335 miliardi di euro, però, si otterrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 tra l’80 e il 95% e soprattutto risparmi tra i 400 e i 600 miliardi di euro grazie all'indipendenza dall'importazione di combustibili fossili.

GREEN ECONOMY: RISPARMI FINO A 600 MILIARDI

La «rivoluzione energetica» dovrebbe partire dal trasporto su strada (carburanti derivati dal petrolio) e dalla generazione elettrica basata sul carbone fino ad arrivare ai consumi residenziali e dell’industria. All'aumentare dell'elettrificazione del Paese, dovrebbe corrispondere una crescita delle rinnovabili fino al 90% della domanda, anche se i consumi finali dovranno scendere del 44%. Nello scenario elaborato da Deloitte, il trasporto passeggeri nazionale (auto e moto) sarà interamente elettrico, quello leggero di merci dovrà esserlo al 70% e quello pesante dovrà viaggiare su rotaia per almeno il 60%.

Bisognerà investire dunque fin da subito sulle colonnine elettriche, che dovranno diventare almeno 8-9 milioni. L'industria punterà sull'efficienza, mentre il 60% delle case dovrà essere ristrutturato col passaggio dalle caldaie a gas alle pompe di calore (e andranno cambiati gli elettrodomestici). I benefici saranno anche sul lavoro, ma qui i dati sono già concreti: nel 2016 il 25.9% delle imprese green italiane ha aumentato il proprio fatturato e ha favorito l’assunzione di circa 330 mila nuovi occupati, il 43.9% di tutte le assunzioni registrate in Italia.