Grecia © GettyImages

Le proteste di fronte al Parlamento greco

La Grecia ha salvato se stessa dal default, ma nello stesso tempo ha evitato – almeno per ora – gravi ripercussioni sull’economia mondiale. Con 155 voti favorevoli e 138 contrari (cinque gli astenuti) il Parlamento ellenico ha approvato il piano di misure di austerità per evitare il fallimento del Paese. Il piano prevede 28,4 miliardi di tagli della spesa per il periodo 2012-2015 e 50 miliardi di privatizzazioni. Al termine del voto l’Unione europea ha confermato “l’importante passo avanti” verso la salvezza, ma al tempo stesso chiede al Parlamento greco di approvare anche le misure destinate a realizzare il programma di risanamento; solo così si potrà “procedere rapidamente nei lavori per la definizione del secondo pacchetto di aiuti finanziari – spiegano i commissari Ue – in modo da consentire al Paese di guardare avanti e restituire fiducia alla popolazione greca.
Popolazione greca che sta protestando veemente contro il piano di austerity: da due giorni, infatti, la Grecia è paralizzata da uno sciopero generale e il malcontento popolare è sfociato in scontri con la polizia nelle strade del centro di Atene e davanti al Parlamento dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire anche con i fumogeni. Poco dopo la votazione, inoltre, un gruppo di ‘incappucciati’ greci, muniti di scale, hanno cercato di dare alle fiamme un palazzo d'uffici: una trentina di dimostranti ha fatto irruzione nell'edificio - al cui piano terra ha sede una succursale dell'istituto bancario ellenico Eurobank - sfondando le finestre al primo piano. Testimoni hanno riferito che i facinorosi non sono riusciti ad appiccare le fiamme all'interno del palazzo grazie al pronto intervento degli agenti di polizia in tenuta antisommossa.