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Dopo un fitto carteggio e ripetute modifiche alle bozze, il premier greco Alexis Tsipras e il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis hanno ultimato la lista di riforme da presentare all’Eurogruppo per ottenere l’estensione a quattro mesi dei prestiti.

Il testo, che per via delle modifiche è stato consegnato con 24 ore di ritardo, sarà discusso oggi in teleconferenza da 19 ministri finanziari dell’Eurozona.

Cinque i punti cardini sui cui si regge il piano ellenico, il cui valore è stato stimato di 7 miliardi. Il primo punto è la lotta al contrabbando di benzina e sigarette: una manovra che potrebbe valere 2,3 miliardi di euro, ma rivelarsi di difficile attuazione. In passato, infatti, già la troika aveva cercato di fermare lo smercio di tabacco e greggio.

CONTRABBANDO. Nel mirino, gli stessi petrolieri che una volta arrivati nei porti riuscirebbero, grazie alla complicità delle navi cisterna, a scaricare una quantità di greggio superiore a quello fatturato. Analoga strategia sul fronte del tabacco: solo un rifornimento su tre risulterebbe al Fisco.

Il secondo nodo riguarda invece il settore pubblico e consiste nella lotta alla corruzione e in forme di democrazia diretta. Difficile stimarne la portata economica così come i tempi di attuazione.

All’ordine del giorni figura poi l’imposta sugli immobili: l’idea sarebbe quella di bloccare gli sfratti delle prime case e far pagare un extra solo a chi possiede immobili il cui valore supera i 300 mila euro. Da qui, il sospetto che la tassa sia diretta solo agli stranieri che hanno comprato la casa al mare in Grecia…

AZIENDE FALLITE. E ancora: il piano mira anche al recupero dell’evasione fiscale. A oggi le tasse arretrate di cittadini e imprese oscillerebbero tra i 56 miliardi e i 70 miliardi di euro.

Peccato che gran parte di questa somma non è più riscuotibile poiché appartiene a società e aziende ormai fallite. La proposta del governo sarebbe quindi quella di rateizzare le imposte dovute ancora esigibili. Il risultato dovrebbe essere un’entrata di 2,5 miliardi di euro.

Infine, il piano si impegnerebbe anche a contrastare la “lotta all’elusione”, ossia ai finanziatori occulti quali armatori e costruttori proprietari di giornali e tv. Una manovra che dovrebbe portare a 3 miliardi di euro.