Christos Staikouras

Christos Staikouras © Getty Images

La Grecia intravede la luce alla fine del tunnel della recessione. La bozza della finanziaria, presentata in parlamento dal vice ministro delle Finanze Christos Staikouras, stima infatti un aumento del +0,6% del Pil 2014, che dovrebbe addirittura balzare a +2,6% nel 2015, sostanzialmente in linea con quel +2,9% richiesto da Ue e Fmi. Ma il dato più interessante è l’avanzo primario, ossia la differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi sul debito: dovrebbe crescere del +2% nel 2014 per poi sfiorare il 3% (2,9%) dall’anno prossimo.

«SACRIFICI SENZA PRECEDENTI». La crescita, insomma, torna ad abitare in Grecia, dopo sei anni di recessione e quattro di aggiustamenti di bilancio. La stessa uscita dal programma di salvataggio Ue-Fmi potrebbe essere anticipata alla fine del 2014: la data iniziale era i primi del 2016. «Il Paese sta entrando in un lungo periodo di crescita sostenibile e avanzi primari di bilancio, che daranno una spinta all’occupazione, taglieranno la disoccupazione e aumenteranno la qualità della vita a molti cittadini», ha dichiarato Staikourias, aggiungendo che «questo è il risultato di sacrifici senza precedenti. Faremo in modo che non siano stati vani». Al momento tuttavia il tasso di disoccupazione resta alto: 24,5%, che potrebbe diventare un 22,5% nel 2015. Quanto al debito, si attesta al 175% del Pil, ma potrebbe scendere al 168% del Pil nel 2015. Nel frattempo il governo starebbe studiando un abbattimento delle tasse sul combustibile da riscaldamento pari al 30% e un taglio dell’imposta di solidarietà sopra i 12 mila euro.