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22 febbraio 2014 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi presiede la prima riunione del nuovo Governo

Migliora il clima di fiducia delle imprese nell’andamento dell’economia italiana. La percentuale di quelle che ritengono che il 2014 andrà meglio rispetto al 2013, o che vedrà una situazione per lo meno invariata, è infatti pari a quasi il 60% (lo scorso anno la percentuale era poco sopra il 40%). L’aumento del livello di fiducia, secondo un’indagine di Confcommercio e Format Ricerche, è stato rilevato in prevalenza presso le imprese di medie e grandi dimensioni, nell’industria e nei ‘servizi alle imprese’ e nelle regioni del Nord Italia. Risulta comunque prossima allo zero la percentuale delle imprese che ritiene l’Italia già fuori dalla crisi, mentre meno del 10% ‘vede’ la fine della crisi nel corso del 2014.

I VOTI AL GOVERNO RENZI. C’è, però, ottimismo sulla possibilità che il governo Renzi realizzi le riforme del Jobs Act, della Pubblica amministrazione e del fisco; il 66,9% delle aziende prese in esame, ad esempio, ritiene che si possa arrivare all’approvazione del cosiddetto Jobs Act (entro i primi cento giorni secondo il 18,2%). L’idea che il governo riuscirà nei suoi intenti prevale presso le imprese dell’industria e delle costruzioni, nelle Pmi (imprese tra i 10 e i 249 addetti) e nelle grandi imprese, nel Nord-Ovest e nel Centro Italia. Meno fiduciose si sono rivelate le imprese del terziario (commercio, turismo e servizi), le microimprese (1-9 addetti) e quelle attive nel Nord-Est e nel Mezzogiorno.
Il 55,3% delle imprese ha un livello di fiducia molto o abbastanza elevato nella capacità di questo governo, con un dettaglio settoriale e territoriale che rispecchia esattamente le opinioni sulla capacità di approvare le riforme già citate. Tuttavia, solo il 24,6% delle imprese pensa che il Governo resterà in carica fino alla fine della legislatura. Il 32,3% ritiene che durerà più di un anno, ma non fino al 2018, mentre per il 22,4% resterà in carica al massimo un anno.