Barack Obama

Barack Obama © Getty Images

Barack Obama non teme di dire che “è ora di aprire un nuovo capitolo: la crisi è superata, l’America è risorta dalla recessione”. E non ha nemmeno paura di prendersi (gran) parte del merito. Nel suo solenne discorso annuale sullo stato dell’Unione, pronunciato davanti al Congresso e in diretta Tv a reti unificate (il testo è consultabile in inglese su The Washington Post ), Obama ha ricordato: “A ogni passaggio ci veniva detto che i nostri obiettivi erano sbagliati o troppo ambiziosi, che avremmo distrutto posti di lavoro e fatto esplodere il deficit. Invece, abbiamo assistito alla più rapida crescita economica in oltre un decennio, a un deficit tagliato per due terzi, a un mercato azionario raddoppiato e a un'inflazione ai livelli più bassi degli ultimi 50 anni: il verdetto è chiaro".

Quanto al nuovo capitolo che si apre per gli americani, la proposta del Presidente è di promuovere una politica economica per la classe media: “In questo momento, con un’economia che sta crescendo, i deficit che diminuiscono, l’industria che corre, la produzione energetica sempre più forte, ci siamo liberati dalla recessione e siamo in grado di scrivere il nostro futuro meglio di qualsiasi altra nazione. Ora tocca a noi scegliere cosa vogliamo essere nei prossimi 15 anni e nei decenni che verranno. Accetteremo un'economia dove solamente poche persone traggono vantaggi spettacolari, oppure vogliamo impegnarci per un'economia che crei redditi maggiori e occasioni per coloro che si impegnano?”.

DAL FISCO ALL’ISIS. La linea è quella anticipata nei giorni scorsi, ossia l’aumento delle tasse per i ricchi, la redistribuzione dei soldi, sotto forma di sgravi fiscali, al ceto medio in difficoltà; la deduzione di 3mila dollari l’anno a figlio per le famiglie che lavorano; il finanziamento di due anni di college gratuito per gli studenti più meritevoli. “Le middle class economics (politiche a favore del ceto medio basate su sgravi fiscali, investimenti nelle infrastrutture e nell’istruzione, ndr ) funzionano. Aumentano le opportunità per tutti. E continueranno a funzionare, finché la politica non si metterà in mezzo”, spiega Obama. Tra gli altri temi toccati, spicca la richiesta avanzata al Congresso di “approvare una risoluzione che autorizzi l'uso della forza contro l'Isis. Io credo in una leadership americana più intelligente. Noi la esercitiamo meglio quando combiniamo il potere militare con una forte diplomazia; quando sosteniamo il nostro potere con la creazione delle coalizioni; quando non consentiamo alle nostre paure di accecarci e non farci vedere le opportunità che questo nuovo secolo presenta. Ciò è esattamente quello che stiamo facendo nel mondo e stiamo facendo la differenza”. Nel mirino del presidente, anche gli attacchi informatici: “Sollecito il Congresso ad approvare finalmente le leggi di cui abbiamo bisogno per affrontare meglio la minaccia in continua evoluzione degli attacchi digitali, combattere i furti di identità e proteggere le informazioni dei nostri figli. Se noi non agiamo lasceremo la nostra nazione e la nostra economia vulnerabili. Se lo facciamo possiamo continuare a proteggere le tecnologie che hanno creato opportunità straordinarie per la gente in tutto il globo”. E ancora: Obama propone di chiudere il carcere di Guantanamo, perché “non rappresenta quello che siamo. È arrivato il momento di chiuderlo”, e di riaprire i rapporti con Cuba.