Gioco d’azzardo: Italia prima in Europa per numero di giocatori e incassi

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Se i conti dello Stato sono in ripresa dopo la dura crisi degli scorsi anni, parte del merito va anche agli italiani e alla loro, spesso insana, passione per il gioco d’azzardo. In Europa, infatti, nessuno gioca e fa incassare al Fisco più di noi. A dirlo è un focus che l’Ufficio parlamentare di Bilancio, l’Autorità indipendente dei conti pubblici, ha dedicato al comparto. Secondo i dati più recenti disponibili, infatti, rispetto a questa voce, il Fisco italiano incassa il doppio di Francia e Germania. Se si considera la spesa effettiva dei giocatori in rapporto al Pil, nel 2015 la Penisola era al primo posto con lo 0,8%, seguita da Regno Unito (0,7%), Spagna (0,5%), Francia (0,4%) e Germania (0,3%). Nel 2016 il settore dei giochi ha fruttato quasi 10 miliardi di euro, corrispondente allo 0,6% del Pil e a oltre il 2% delle entrate tributarie complessive. Dal 2011, il gettito si è stabilizzato sugli 8 miliardi di euro, nonostante la netta contrazione del gettito dei giochi tradizionali.

Il gioco d’azzardo piace molto agli abruzzesi

A differenza di quanto si potrebbe pensare, non sono le regioni meridionali con la loro passione per la cabala e la scaramanzia a versare la cifra più alta per gioco d’azzardo. La regione con la raccolta pro capite più elevata (1.767 euro) è l’Abruzzo, seguito dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna (rispettivamente 1.748 e 1.668 euro). I valori medi della raccolta del mezzogiorno sono generalmente più bassi della media complessiva (rispettivamente 1.291 e 1.475 euro).
Ma se si rapporta la spesa per i giochi al reddito disponibile, allora la propensione maggiore si trova nelle regioni del sud, con una percentuale dell’8,3%, a fronte di una media nazionale del 7,2% e di quella del nord pari al 6,5%.