At&T Time Warner fusione Trump

Ci sarebbero le liti tra il presidente Trump e la Cnn dietro lo stop alla fusione tra AT&T e Time Warner © Getty Images

AT&T e Time Warner non possono fondersi. A dirlo è il Dipartimento della Giustizia Usa che blocca la fusione da 85 miliardi di dollari tra due colossi delle tlc e media. L'amministrazione Trump farà dunque un ricorso in tribunale contro la mega fusione per potenziali danni ai consumatori e alla concorrenza. «Questa fusione creerebbe molti danni per i consumatori americani. Si tradurrebbe in costi mensili più alti», per gli abbonamenti televisivi e «per le altre opzioni innovative che stanno emergendo e che i consumatori iniziano ad apprezzare», afferma l'antitrust americano.

AT&T-Time Warner: Trump stoppa la fusione

Lo stop alla fusione tra AT&T e Time Warner fa discutere. AT&T ha subito reagito dicendo che si batterà in corte per far valere le sue ragioni. Il Ceo Randall Stephenson ha definito la scelta del Dipartimento una «drastica svolta» rispetto alla passata interpretazione delle leggi antitrust, visto che parliamo di una fusione "verticale", cioà tra un protagonista delle reti di distribuzione, At&t, e un produttore di contenuti, Time Warner, che è anche editore della Cnn.

Dietro lo stop c'è però molto di più, a partire dall'ostilità esplicita del presidente Usa, Donald Trump, che considera proprio la Cnn una delle testate nemiche. Tra le condizioni capestro ventilate dalle autorità c'è appunto la cessione della tv di news, o quella della rete DirectTv. Ecco perché il New York Times anticipando la notizia aveva parlato esplicitamente di ricatto. Peraltro il ministero - per legge - deve solo verificare se dalla fusione dei due gruppi possa venire un danno ai consumatori ma non può entrare nel merito dell'opportunità dell'operazione.

Il precedente con Obama

Il presidente americano aveva criticato duramente la fusione tra AT&T e Time Warner durante la campagna elettorale, ma la Casa Bianca assicura che non c'è stata alcuna interferenza sul Dipartimento di Giustizia, dal quale dipende l'antitrust. Ma la battaglia legale è pronta a scoppiare. Anche se non è la prima volta che AT&T vede i suoi piani stoppati dalla presidenza. Già nel 2011 Barack Obama aveva ostacolato la sua acquisizione della rivale T-Mobile. In quell’occasione, però, si trattava di un merger «orizzontale», tra due società che offrivano gli stessi servizi, di telefonia mobile e Internet. Riuscì a completare invece una fusione da 350 miliardi nel 2000 Time Warner, ma quello con Aol - il deal più ricco di sempre - si rivelò poi un fallimento con l'esplosione della bolla delle dotcom.