François Fillon © GettyImages

François Fillon

Anche la Francia sperimenta l’austerity: il governo transalpino ha deciso infatti di varare una manovra per rispettare gli obiettivi di bilancio da 12 miliardi in due anni (uno già nel 2011 e 11 previsti per il prossimo anno). Provvedimenti che riguarderanno anche una riduzione delle spese dello Stato e soprattutto una supertassa sui redditi più alti (poco efficace, ma molto simbolica). Il premier francese François Fillon è stato chiaro fin dall’inizio: le misure della Francia per far fronte alla crisi non sono assolutamente paragonabili a quelle intraprese da paesi come Italia, Spagna, Portogallo o Irlanda. “Le nostre politiche di controllo della spesa pubblica e le riforme strutturali ci permettono di non essere costretti a prendere decisioni d’austerità precipitose come hanno dovuto fare altri Paesi europei – ha affermato il primo ministro intervenendo al telegiornale delle 20 di Tf1 (il video in fondo all'articolo) – Sarebbe però irresponsabile non tener conto della situazione economica. Anche per confermare la fiducia di cui gode il nostro debito sovrano, al quale le agenzie assegnano il rating più alto (tripla A, ndr)”.
Il provvedimento più atteso è senza dubbio il “contributo straordinario sui redditi elevati”: un prelievo supplementare del 3% su chi ha un imponibile superiore a 500 mila euro annui, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato francese 200 milioni di euro nel 2012, e sarà mantenuto fino al raggiungimento dell'obiettivo di un deficit al 3% del Pil. Confermata la riduzione di alcune agevolazioni fiscali tra cui le onerose esenzioni tributarie per alcune categorie e un ridimensionamento dell'esonero dal pagamento dei contributi assistenziali a carico delle imprese sulle ore di straordinario (da 1,3 a 0,7 miliardi). Un altro provvedimento riguarderà l’inasprimento delle norme che consentono di spalmare le perdite su più anni – in questo modo molte aziende non pagavano tasse anche in presenza di utili.
L'insieme di tutti i provvedimenti, secondo le cifre diffuse dal governo, frutteranno alla Francia quasi 6 miliardi di euro in due anni, di cui 300 milioni già nel 2011. Ultima mossa sul fronte degli introiti, l'aumento della tassazione su tabacco, bevande alcoliche e “bibite a cui viene aggiunto dello zucchero”, per coniugare rigore di bilancio e “modifica dei comportamenti in materia di salute pubblica”. Le prime ad esser colpite saranno le sigarette, con un primo aumento del 6% del prezzo a ottobre del 2011, e un ulteriore ritocco dodici mesi dopo. Seguiranno un aumento dell'imposta sulle bevande alcoliche, e la creazione di una tassa sulle bibite addizionate di zuccheri. A queste revisioni fiscali si aggiungerà poi la conferma dei provvedimenti di contenimento della spesa pubblica presi dalla Francia negli anni scorsi, dalla non-sostituzione di un funzionario che va in pensione su due alla vigilanza sui costi del sistema sanitario. Una strategia che, ha sottolineato ancora Fillon, “ha già portato risultati”: una spesa pubblica che l'anno scorso è aumentata solo dello 0,6%, contro una media superiore al 2% negli ultimi 30 anni, e quella dello Stato è scesa dello 0,3%.