La Commissione Ue condanna Edf a restituire 1,37 miliardi di euro al governo francese. L'Eliseo dovrà così recuperare la cifra dalle casse del colosso energetico dopo la decisione di Bruxelles su proposta della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, spiegando che le agevolazioni di cui Edf ha beneficiato nel 1997 hanno garantito al gruppo francese «un vantaggio economico rispetto agli altri operatori e quindi una distorsione della concorrenza». «Edf». si legge nella nota della Commissione «deve ora 889 milioni legati direttamente alle agevolazioni fiscali accordate a suo tempo e 488 milioni calcolati come interessi».

Il caso era stato riaperto da Bruxelles nel 2013 dopo l'annullamento, da parte della Corte di giustizia Ue, di una precedente, analoga decisione. La vicenda si riferisce all'affidamento a Edf (oggi proprietaria in Italia di Edison), tra il 1987 e il 1996, della concessione per la gestione della rete di distribuzione ad alta tensione. In concomitanza con questa operazione Edf procedette a realizzare accantonamenti nell'ottica di finanziare il rinnovamento della rete. Ma nel 1997, quando il bilancio di Edf venne ristrutturato, alcuni di questi accantonamenti furono trasformati in aumento di capitale senza che venissero pagate le imposte con il beneplacito dello Stato «Che sia pubblica o privata, grande o piccola, ogni operazione realizzata all'interno del mercato unico deve essere soggetta al regime fiscale sulle società», ha commentato Vestager. «L'inchiesta della Commissione ha confermato che Edf ha ricevuto all'epoca un'ingiustificata esenzione fiscale 'ad hoc' che le ha dato un vantaggio a danno dei suoi concorrenti e in violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato».