Fondi Ue: in Italia solo 1,83% dei pagamenti è stato irregolare

Chi l’avrebbe mai detto? Molti ci considerano ormai uno Stato corrotto e allo sbando, dove l’illegalità la fa spesso da padrone. E, invece, i numeri ufficiali dicono il contrario. Perlomeno sul fronte dei fondi Ue. Secondo il rapporto annuale dell’Olaf, l’organismo antifrode dell’Unione europea, infatti, l’Italia è ben al di sotto della media complessiva per le irregolarità nella gestione dei fondi europei per l’agricoltura e lo sviluppo regionale: se nel periodo 2013-2017 la media europea è stata pari all’1,83% del totale dei pagamenti, quella italiana si è attestata sull’1,27%. Meglio di noi hanno fatto solo il Lussemburgo, isola felice con soli due casi e pochissimi fondi, la Svezia e la Finlandia.

In Spagna e Polonia cattiva gestione dei fondi Eu

Per quanto riguarda la gestione corretta e trasparente dei fondi Ue, dunque, l’Italia batte moltissimi altri Paesi, inclusi i due che, insieme a noi, beneficiano in misura maggiore dei fondi strutturali della Ue: Spagna e Polonia. La penisola iberica, con le sue 11mila operazioni segnalate come frodi e irregolarità (contri le 4.101 del nostro Paese), raggiunge una media pari quasi al triplo della nostra: il 3,13%. Male anche la Polonia, con 5.759 casi e una percentuale dell’1,74%. Dietro di noi, comunque, si piazzano anche tutti i Baltici e i Paesi dell’Est, in particolare la Slovacchia, che raggiunge la cifra record di 11,39% di frodi e irregolarità sul totale dei pagamenti, l’Irlanda (2,41%) e l’Olanda (1,74%).