ripresa fragile

«La ripresa potrebbe non essere sostenibile», afferma il Fondo monetario internazionale pubblicando il nuovo World Economic Outlook. Le stime del Fmi sono parzialmente rassicuranti, ma non mancano i pericoli legati alla bassa inflazione e alle difficoltà di alcuni Paesi. In Europa l’inflazione salirà dallo 0,2% del 2016 all’1,5% dell’anno in corso, mentre il livello dei prezzi al consumo è previsto in rialzo meno delle attese per gli Usa per lo choc negativo legato ai prezzi dei cellulari e dei farmaci con prescrizione.

La ripresa economica globale si rafforza ma occorre mantenere alta la guardia perché si tratta di ripresa «vulnerabile» e che presenta «fattori di rischio serio». In particolare, preoccupa in Europa la situazione della Gran Bretagna le cui stime sono state viste al ribasso dello 0,3% per i pericoli della Brexit. «È necessario andare avanti con le riforme strutturali: tutti i Paesi hanno ampio spazio per misure per rafforzare la resistenza della propria economia agli shock e aumentare la produzione», è il monito per una volta non rivolto solo all'Italia. Fra i rischi sulle ripresa c’è il protezionismo, che ridurrebbe gli scambi commerciali e i flussi di investimento fra Paesi. 

Fmi, la crescita potrà non essere sostenibile

Rimanendo ai soli numeri, sorride l’Italia che vede salire le previsioni all’1,5% (+0,2%) per quest'anno e anche per il 2018 all’1,1% (+0,1%). Confermate quindi le previsioni del Def, più ottimistiche però per il 2018 (+1,5%). Sul piano globale la crescita è rivista al rialzo di 0,1 punti percentuali nel 2017 a +3,6% per il 2018 a +3,7%. Sul fronte del debito pubblico ci sarà un nuovo rialzo al 133% del Pil nel 2017 dopo il 132,6% del 2016, mentre è previsto un calo al 131,4% nel 2018 e al 120,1% nel 2022