Un costo sociale ed economico enorme, quantificabile per difetto in 2 mila miliardi di dollari l’anno. È il peso della corruzione del mondo, calcolato dal Fondo monetario internazionale che, in un documento intitolato Corruption: Costs and mitigation strategies ha presentato una delle più approfondite indagini sull’argomento.
Conteggiando solo le tangenti pagate ogni anno nelle economie avanzate e in via di sviluppo, da stime recenti del Fmi emerge che il costo annuale delle mazzette si aggira tra i 1500 e i 2000 miliardi di dollari, pari al 2% del Pil mondiale. Secondo gli analisti del Fondo monetario internazionale, le tangenti sono responsabili di una crescita bassa e di una disuguaglianza nei redditi, ma creano anche un’elevata evasione fiscale perché, si scrive nel documento, le bustarelle "disincentivano i contribuenti a versare le tasse" e "riducono l'impeto di uno Stato a raccoglierle perché in Paesi altamente corrotti e dipendenti dagli aiuti, l'incentivo a mobilitare entrate a livello locale può essere basso".
Un altro danno è la ripercussione della corruzione sulla spesa pubblica: l’Fmi cita uno studio di PriceWaterhouseCoopers del 2013 secondo cui la corruzione ha alzato i costi dei progetti pubblici in media del 13% in otto stati europei (tra cui Francia, Italia, Spagna e Olanda).