© Getty Images

Le tasse Stando infatti al working paper dell'Istat su La tassazione effettiva della tassazione in Italia , a cura di Antonella Caiumi e Lorenzo Di Biagio, le tasse per le imprese sono calate del -9,9%, generando un risparmio di 2,6 miliardi di euro. Il dato, peraltro, fa riferimento al 2014, anno in cui non erano ancora entrate in vigore né la decontribuzione sui nuovi assunti con il Jobs Act, né la possibilità di detrarre dall’Irap il costo del lavoro. Dunque per il 2015, il calo potrebbe essere ancora più sensibile.

Dal paper inoltre emerge che a giovare dell’incremento sono state, nel 2014, più della metà delle imprese italiane (57%). Il modello di microsimulazione utilizzato da Caiumi e Di Biagio si basa sulle dichiarazioni fiscali delle imprese e si focalizza soprattutto sull’effetto sui conti 2014 esercitato da tre misure: il potenziamento dell'Ace – Aiuto alla Crescita Economia, grazie al quale è possibile dedurre dalle imposte il rendimento nazionale del capitale; la più ampia deducibilità del costo dell’erario dell'Irap e il nuovo trattamento delle perdite introdotto nel 2011.

Ne è emerso che a trainare il calo delle tasse è soprattutto l’Ace che, da sola, abbatte le tasse del -5,4%. «È la (misura, ndr) più efficace per stimolare la crescita», concordano i curatori. Segue l’Irap il cui taglio sulle tasse generato è stato stimato del -4,5%. Il nuovo trattamento delle perdite, invece, finirebbe per agevolare solo le grandi realtà, soprattutto del Nord Europa, essendo questo legato alle dimensioni aziendali . Pertanto, come sottolineano i curatori, «la pressione fiscale rimane alta nel commercio e nelle imprese di piccole dimensione».