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Il problema è reale: con la sospensione di oltre 800 funzionari stabilita dalla Corte Costituzionale e la bocciatura di ben quattro concorsi pubblici, l’Agenzia delle Entrate è gravemente sguarnita di personale. Solo in Lombardia, ossia nella regione fiscale più importante del Belpaese, sono rimasti a lavorare un direttore regionale e tre dirigenti. Troppo pochi per la mole di lavoro interna all’Agenzia. «La sentenza della Consulta ha creato un forte vulnus nella struttura, lasciando senza responsabili più di due terzi degli uffici dell'Agenzia», ha sottolineato il direttore delle Agenzie delle Entrate, Rossella Orlandi, alla Commissione Finanze del Senato. «Abbiamo bisogno di un concorso. E non vorrei che anche quello previsto dal decreto delegato, come i precedenti, misteriosamente non arrivi alla fine». Dei quattro banditi in precedenza, infatti, due sono stati bloccati dai Tribunali amministrativi regionali per vizi di forma o procedura.

Senza le nomine di dirigenti e funzionari, il rischio è di “chiudere gli uffici”. Con conseguenze per tutto il Paese. Stando infatti alle proiezioni dell’Agenzia, con questo personale ridotto gli incassi 2015 saranno un miliardo in meno rispetto al 2014. Previsti inoltre possibili conseguenze su operazioni decisive come quelle del rientro dei capitali, dalle quali sono attesi soldi per sterilizzare alcune clausole di salvaguardia. «Nessuno pensa di fare alcun tipo di sanatoria», precisa Orlandi, «ma stiamo parlando di selezioni e scelte per far funzionare una macchina fondamentale per il Paese. Perché l’urgenza non riguarda l’Agenzia ma riguarda il Paese: se l’Agenzia non funziona o si inceppa, c’è un problema grave per tutto il sistema».

Nei giorni scorsi, comunque, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva già detto la sua sull’argomento, rassicurando che «ci sarà presto un nuovo concorso e intanto interverremo con norme urgenti per misure temporanee in grado di risolvere l’emergenza».