© Alberto Pizzoli/ Afp/ Getty Images

Niente più scontrini né ricevute: la fiscalità in futuro sarà fatta di bancomat, carte di credito, pagamenti Pos e tracciabilità elettronica, i quali saranno anche i nuovi strumenti di lotta all’evasione. È quanto emerge dalla nota di aggiornamento del Def e dal rapporto sulle strategie di contrasto all'evasione fiscale, entrambi approvati dal Consiglio dei ministri di martedì 30 settembre. Il Governo inoltre, grazie a questi provvedimenti, mira a rendere i controlli fiscali più mirati e non massivi, come invece sono stati negli anni precedenti.

LA CLAUSOLA “OMBRELLO”. Nel caso in cui le misure adottate non fossero sufficienti, la legge di Stabilità conterrà una clausola di salvaguardia, che, per ripararci dagli "attacchi" dell’Ue, farebbe scattare un aumento dell’Iva e delle imposte indirette di 12,4 miliardi nel 2016, di 17,8 nel 2017 e di 21,4 nel 2018.

PAREGGIO DI BILANCIO DEROGATO. Il Documento di economia e finanza contiene anche le ragioni per lei quali il Governo ha dovuto rimandare il pareggio di bilancio: si è chiesto sia all’Unione Europea che al Parlamento una deroga di un anno, in via della situazione eccezionale di grave crisi economica e per l’impegno a concretizzare riforme strutturali.

COSA SUCCEDERÀ. La deroga è stata necessaria perché quest’anno il deficit in rapporto al Pil salirà dal 2,2% al 2,9%, lasciando 11 miliardi necessari a finanziare la manovra che prevederà: bonus Irpef, aumento di sgravi alle imprese, maggiori ammortizzatori sociali e fondi per la scuola, e un Patto di stabilità “alleggerito” per gli enti locali. Inoltre quest’anno, con il calo dei proventi delle privatizzazioni pari a 4,5 milardi, cresceranno il disavanzo e l’incidenza del debito pubblico. Unica nota positiva sarà la flessione della spesa per interessi: 6 miliardi in meno rispetto alle stime. Nel 2015 il miglioramento strutturale dei conti, però, sarà debole (0,1%), mentre il riallineamento verso gli obiettivi riprenderà nel 2016.

LA LOTTA ALL'EVASIONE. Infine, nella relazione sulle strategie di lotta all'evasione, il Governo ha calcolato 91 miliardi annui di tasse non pagate allo Stato e ha stimato di ricavarne 11 miliardi quest’anno. Inoltre, grazie alla strategia di contrasto agli evasori, si spera di “mandare in cantina” strumenti inefficaci come i misuratori fiscali e ricevute fiscali, con il vantaggio di minori oneri per le imprese.