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Quasi 50 miliardi non dichiarati al Fisco scoperti nel 2010 dalla Guardia di finanza, una cifra nove volte superiore alla spesa prevista per l’ultima Legge di Stabilita. A questi soldi - esattamente 49 miliardi e 245 milioni - cui devono aggiungersi omessi versamenti di Iva per 6 miliardi e 382 milioni. È il risultato più significativo dei dati presentati dal comandante generale della Gdf, Nino Di Paolo, relativi alla lotta all'evasione fiscale nel 2010. Di Paolo, davanti alla Commissione Finanze della Camera , ha sottolineato come nell’anno appena passato sia stata accertata un’evasione complessiva di Irap per 30 miliardi e 434 milioni oltre alle ritenute non versate per 635 milioni, mentre le imprese ed i lavoratori autonomi che, pur producendo reddito, non hanno presentato le dichiarazioni fiscali, restando quindi del tutto sconosciuti al fisco, sono stati quasi 9.000 (+ 18% rispetto al 2009).

Paradisi fiscali e ‘frodi Iva carosello’
Il contrasto all'evasione internazionale ha portato nel 2010 a scoprire redditi non dichiarati per 10 miliardi e 533 milioni. Le evasioni scoperte sono risultate concentrate in Lussemburgo (26%), Svizzera (25%), Regno Unito (7%),Panama (6%), San Marino e Liechtenstein (2% ciascuno). Attualmente la Gdf ha in corso oltre 2.000 indagini, tra cui spicca quella sulla Lista Falciani. A questo riguardo, le verifiche finora concluse (su un totale di 5.439 correntisti italiani della filiale di Ginevra della Hsbc) sono state 774 ed hanno portato a scoprire 180 milioni di redditi evasi. Sul versante delle cosiddette ‘frodi Iva carosello’, i soggetti denunciati sono stati 11.230 e 11.490 le violazioni accertate, con 2,8 miliardi di euro di Iva evasa (il 44% dell’evasione Iva è rappresentato dalle frodi carosello).