Mauro Moretti, a.d. di Finmeccanica © Getty Images

Rivoluzione per Finmeccanica. Dal palco del convegno Italy Corporate Event, organizzato da Standard&Poor’s , l’amministratore delegato Mauro Moretti ha anticipato la rivoluzione destinata a trasformare radicalmente il gruppo industriale italiano. «Stiamo cambiando l’azienda e dovremmo cambiare nome», annuncia, «dal primo gennaio 2016 non saremo più una holding ma una one company. Non avremo più la parte “Fin”, e il resto, ossia “Meccanica”, è già obsoleto e quindi dovremo adeguarci».

L’idea è di quella di privilegiare l’innovazione rispetto alla tradizione: «Bisogna spogliare Finmeccanica di tutto quello che è tradizionale, i bus, i trasporti, Fata, e portarci su business in cui l’elemento innovativo è la parte prevalente. Dobbiamo concentrate le risorse su pochi business selezionati per essere core e mettere lì ogni centesimo, dai droni di ogni ordine e grado, sia elicotteri che aerei, ai sistemi di controllo e la sensoristica per sviluppare l’Internet delle cose».

La nuova strategia avrà ripercussioni anche sulla produzione: due terzi del personale sarà pensante, mentre solo un terzo sarà manifatturiero. Infine, a margine del convegno, Moretti ha quantificato in 25 milioni di euro l’ordine di grandezza della cessione di Fata a Danieli Group, confermando così le stime circolate in questi giorni: «La valutazione è molto complessa, con varie voci ed earn-out . Ci sono da valutare tutti i debiti e i rischi finanziari». La cessione dovrebbe finalizzarsi entro il primo semestre. L’operazione Fata sarebbe il primo passo per diventare una one company: un obiettivo che, lo stesso Moretti, non definisce immediato. Sulla riorganizzazione delle controllate di Finmeccanica il manager ha precisato: «Calma, prima dobbiamo diventare “slim” poi faremo la “one company”: oltre alla dismissione di Fata, c'è ovviamente da finalizzare la fondamentale cessione di Ansaldo Sts e Breda a Hitachi ».