John Elkann, Mario Monti, Sergio Marchionne

In primo piano, da sinistra: John Elkann, Mario Monti e Sergio Marchionne

Fiat torna a investire in Italia, è la promessa fatta dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne e del presidente John Elkann di fronte al presidente del Consiglio, Mario Monti, e agli operai dello stabilimento di Melfi (Potenza). Proprio a Melfi il gruppo automobilistico investirà oltre un miliardo di euro per avviare la produzione, a partire dal 2014, di due mini Suv, uno Fiat e uno a marchio Jeep. “Molti pensano che l'alleanza con Chrysler abbia tolto qualcosa all'Italia – ha dichiarato Elkann – ma senza questa alleanza l'annuncio di oggi non ci sarebbe stato”. Cosa sarà prodotto a Melfi
Nel confermare gli obiettivi del gruppo per il 2012 (utile della gestione ordinaria di circa 3,8 miliardi e un utile netto di 1,2 miliardi) Marchionne ha presentato un piano “coraggioso, non per deboli di cuore. L'evento di oggi, qui a Melfi – ha affermato - è il primo passo concreto. È stata una decisione non facile e non scontata in un mercato in caduta libera”. Da qui al 2016 Fiat produrrà negli impianti italiani 17 nuovi modelli e sette aggiornamenti di prodotto, con la scelta di uscire dalla “mischia dei marchi generalisti e andare a competere nella parte alta e meno affollata del mercato. Questo – ha aggiunto - ci permetterà di ottenere, già nei prossimi 24 mesi, un significativo aumento delle attività produttive, fino ad arrivare nel giro di tre-quattro anni, a un pieno impiego di tutti i nostri lavoratori”.
Nel suo intervento Mario Monti ha ricordato di essersi “ben impresso le parole di Marchionne, che ha definito questo il primo investimento di una lunga serie. A Melfi nel '93 è nata la Punto, oggi nasce ‘punto e a capo’, cioè una svolta, una ripartenza nel rapporto tra la Fiat e l'Italia”.