Sergio Chiamparino © GettyImages

Sergio Chiamparino, presidente dell'Anci e sindaco di Torino

L’attuale riforma sul Federalismo fiscale non piace ai Comuni italiani. Lo hanno ribadito a gran voce attraverso la loro associazione di rappresentanza, l’Anci. Con un documento sottoscritto da tutti i componenti, l'ufficio di presidenza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani ha lanciato un avvertimento al Governo. Secondo il presidente Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l’attuale testo del decreto “presente molte incertezze. Così non va” ha sottolineato Chiamparino. Sono molti i punti contestati dall’Anci che tra opposizione e terzo polo, hanno trovato in Parlamento terreno fertile per far maturare le loro perplessità. Ecco un riassunto delle principali riserve espresse dall'Anci sul testo del decreto sul fisco municipale, su cui il governo viene “sollecitato ad apportare le necessarie modifiche anche con lo strumento degli emendamenti”.

FEDERALISMO, IL CDM CONCEDE UNA PROROGA

Disciplina transitoria 2011-2013 : Non contiene le risposte adeguate in materia di autonomia sollecitate più volte dall'Anci, che tra l'altro potevano consentire di recuperare - anche se in maniera parziale - i tagli alle risorse prodotti nel 2010. Tra questi lo sblocco dell'addizionale Irpef, il contributo di soggiorno, la devoluzione dell'incremento di gettito dei tributi immobiliari attribuiti ai Comuni.

Fase a regime (dal 2014) : Vi sono ancora troppe incertezze, e ciò nonostante l'individuazione di opportunità utili ad incrementare l'autonomia dei Comuni. I rilievi riguardano soprattutto i tempi e i valori, tali da non consentire una effettiva valutazione degli effetti che le nuove norme potranno provocare sui territori.

Irpef : Serve lo sblocco della possibilità di modificare o introdurre l'aliquota dell'addizionale comunale.

Tributi: L'incremento del gettito di quelli devoluti dovrebbe restare nei Comuni dove esso è prodotto.

Contributo di soggiorno per i turisti: Si richiede l'immediata possibilità di applicare il contributo a tutti i Comuni, riportandolo ai valori già individuati nell'attuale legislazione.

Aliquote di compartecipazione: Serve fissare le modalità che consentano di decidere in maniera congiunta a Governo, Parlamento e Comuni le aliquote per i tributi immobiliari, l'Irpef e la cedolare secca sugli affitti.

Fondo perequativo: Mettere a punto un quadro dettagliato del suo funzionamento, soprattutto per quanto riguarda le modalità di finanziamento.

Imup (imposta municipale propria): È necessario avere certezze e stabilità per l'aliquota, fissandola poi nel decreto. Serve inoltre una analisi particolareggiata delle sua base imponibile e del suo gettito secondo le modifiche apportate nella nuova versione, compresa la conseguente aliquota di equilibrio.

Tarsu e Tia (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani e Tariffa di igiene ambientale): Serve una rapida loro definizione, salvaguardando ruolo e funzioni dei Comuni sul fronte della gestione dei rifiuti.

Unioni dei Comuni: Prevedere forme di sostegno per la loro realizzazione (comprese le fusioni).