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Ci sarà un nuovo voto di fiducia per il governo, ancora alla Camera, questa volta per il testo sul federalismo fiscale municipale. Ad annunciarlo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito che ha confermato un’ipotesi quasi scontata già dopo l'ok ricevuto in Senato. E se dall’opposizione giudica la scelta come un segnale di debolezza dell’esecutivo, il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, spiega che questo voto “è troppo importante, un decreto che cambia radicalmente l'impostazione dei nostri comuni” e “non c’è niente di strano” se il governo pone la fiducia. Ed effettivamente questo voto è il primo tassello fondamentale della riforma sul Federalismo, il primo che andrà a toccare alle fondamenta l'impianto fiscale dei territori.

Federalismo e tasse
E a proposito di fisco. Tiene banco ancora la polemica sulle nuove tasse che potrebbero arrivare dalla riforma. L’opposizione sottolinea che il Federalismo porterà più tasse, affermazione non condivisa dal presidente della commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, Enrico La Loggia. “Questo provvedimento comporta la più assoluta neutralità fiscale – sottolinea La Loggia – Inoltre, su iniziativa del relatore, i decreti sui comuni e sulle regioni sono previsti come parte integrante della riforma fiscale e quindi alla fine i cittadini pagheranno meno tasse, non più tasse”. La Loggia in Aula ha indicato la tabella del documento di Montecitorio: “dimostra che tanto si paga un po’ di più ai Comuni, tanto meno allo Stato e dunque i cittadini tanto pagavano e tanto continueranno a pagare. Questa - conclude - è la verità, il resto sono solo chiacchiere e propaganda”.

I prossimi passi
Una volta avuto l'ok di Montecitorio il testo sui comuni dovrebbe avere il via libera definitivo probabilmente già nel Consiglio dei ministri in calendario giovedì 3 marzo per poi passare all'emanazione da parte del Quirinale. Incassato l'ok su questo testo, la Lega pensa già al prossimo decreto, quello sul fisco regionale in esame in commissione bicamerale. Giovedì inizierà l'esame del provvedimento.